
| Dichiarazione dell’Unione dei Federalisti Europei (UEF) e del Movimento Federalista Europeo (MFE) in merito alle recenti tensioni tra UE e USA sulla Groenlandia e sui dazi mirati, ventilati dal Presidente Trump, quale proposta di risposta ai paesi europei che hanno inviato truppe in Groenlandia. IL CAMBIAMENTO DI ROTTA CHE LA GROENLANDIA E I DAZI IMPONGONO ALL’EUROPA: UNA TABELLA DI MARCIA IN 7 PUNTI PER GLI STATI UNITI D’EUROPA A un anno dal secondo insediamento di Donald Trump, è chiaro che la strategia di appeasement perseguita dagli Stati membri e dalla Commissione è stata totalmente fallimentare. Non si è trattato solo di un errore di valutazione, ma di una vera e propria abdicazione di fronte alle proprie responsabilità. A partire dalle false accuse di disinformazione e limitazione della libertà di espressione, agli obiettivi arbitrari e unilaterali di spesa per la difesa della NATO e all’accordo predatorio dei “dazi di Turnberry” (15% contro 0%), alle pressioni per modificare le nostre normative digitali e ambientali, alla Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, alle sanzioni contro cittadini e ex funzionari dell’UE, alle palesi violazioni del diritto internazionale e alle pressioni illegali per l’annessione della Groenlandia, l’Europa ha subito un anno di imposizioni e umiliazioni. È arrivato il momento di dire: basta! I federalisti chiedono un immediato cambio di rotta attraverso questa tabella di marcia programmatica in 7 punti: I. Misure immediate Rigetto delle tariffe di Turnberry 2025: il Parlamento europeo dovrebbe rifiutarsi di approvare questo accordo, così iniquo. Il Consiglio non dovrebbe rinnovare la sospensione delle tariffe da 93 miliardi di euro legate a tale accordo. L’Europa non può sacrificare la sua sovranità e la sua economia per non turbare la Casa Bianca.Attivazione dello strumento anti-coercizione: l’Unione Europea deve utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione, anche nel settore digitale, per contrastare la sistematica pressione economica esercitata da Washington per impossessarsi della Groenlandia.Dispiegamento dell’UE in Groenlandia: l’attuale dispiegamento di truppe dei paesi europei in Groenlandia deve essere posto sotto il comando dell’UE e devono essere pianificate esercitazioni da parte della Capacità di Dispiegamento Rapido dell’UE. La protezione dell’integrità territoriale dell’Artico è una responsabilità comune europea. II. Sovranità strategica Assunzione di una piena responsabilità europea nei confronti dell’Ucraina: è urgente prendere piena consapevolezza del fatto che la difesa dell’Ucraina e quella dell’Europa sono intrecciate e che ricadono sugli europei. Questo comporta un aumento e un’accelerazione degli attuali investimenti per sostituire le risorse cosiddette “insostituibili” degli Stati Uniti, in particolare aumentando le nostre capacità satellitari, l’intelligence, il trasporto aereo strategico, il rifornimento in volo e la guerra elettronica di alto livello;Attivazione della difesa comune (Trattato di Lisbona): come recentemente richiesto anche da leader come Pedro Sánchez, è tempo di attivare le disposizioni di difesa comune del Trattato di Lisbona, almeno da parte degli Stati disposti a procedere, al fine di creare una catena di comando militare dell’UE e dare attuazione alla proposta di Kubilius di una forza multinazionale dell’UE dotata di 100.000 unità.Rafforzamento della promozione dei modelli UE di pagamenti digitali, compreso l’euro digitale, i social network, il software e l’intelligenza artificiale. III. Il salto federale Una riforma costituzionale per gli Stati Uniti d’Europa: il processo di riforma dei Trattati deve essere avviato immediatamente sulla base della proposta del Parlamento del novembre 2023 di costituire gli Stati Uniti d’Europa. Ciò comporta il rafforzamento dei poteri del Parlamento europeo, un esecutivo dotato di adeguate competenze e poteri per essere in grado di agire e l’abolizione generale del diritto di veto in seno al Consiglio. L’appeasement alimenta solo l’autoritarismo e il vassallaggio; l’unità federale è la nostra unica via d’uscita. Come scrisse il poeta Hölderlin: «Là dove c’è il pericolo, cresce anche ciò che salva». Bruxelles-Pisa-Pavia, 19 gennaio 2026 |
COMMENTI DELL’ ASSOCIAZIONE DIALEXIS
Erano 70 anni che attendevamo che la questione dell’indipendenza dell’ Europa dall’America venisse posta sul tavolo da qualcuno. Ora, sono i fatti stessi a proporla in modo imperativo, sicché tutti i soggetti del dibattito pubblico sono letteralmente costretti a parlarne.
Perchè?
Perché la transizione dalla società industriale alla società delle macchine intelligenti porta con sé tendenze nuovissime, fra le quali quattro ci riguardano in particolare:
-la creazione di un centro mondiale intorno alle grandi corporations informatiche (l’”America-Mondo”), che va inevitabilmente verso un’oligarchia sempre più ristretta, verso il mito del “Mondo Nuovo” (orwelliano e huxleyano) e verso l’esasperazione del controllo sociale attraverso le asimmetrie informative, lo spionaggio elettronico, il pensiero unico e il complesso informatico-militare;
-l’attrito sempre più lacerante fra l’”America Mondo” e le culture tradizionali dei vari popoli (umanesimo europeo, “Pasionarnosc” russa, “Vilayet e faqih“ shi’ita, “Sanata dharma” indiano, “Teologia del Popolo” sudamericana, socialismo con caratteristiche cinesi, “Ubuntu-Mubuntu” e “Njamaa” africani…)
-la lotta intercontinentale fra le diverse interpretazioni dell’escatologia (la Seconda Venuta di Cristo, il Katechon, il Punto Omega, la Singularity Tecnologica, il Superuomo, la Pace Perpetua, il Datong..), che finiscono per incarnarsi nei diversi Stati-Civiltà (USA, EU,Russia, Israele, Iran, India/Bharat, Cina), e le quali vanno verso la realizzazione di diversi esiti escatologici ( la “Repubblica Tecnologica” di Karp, Israel ha-Shleimah, il mito del “Diritto Internazionale”, il Mahdi, il Tian Xia)
-la pretesa di Trump di stabilire un proprio personale dominio di tipo imperiale sul mondo intero, sul modello del Venezuela. Di fronte a questa pretesa, non prevista nemmeno dai teorici pi# estremi del Pensiero Unico occidentale, mentre le folle scendono in piazza a Nuuk, a Copenhagen e a Minneapolis l’establishment europeo non riesce ad articolare alcun progetto concreto,.
1.La farsa delle forze di difesa europee mobilitate a difesa della Groenlandia contro il loro “padrone”, gli Stati Uniti
Dopo l’operazione militare statunitense in Venezuela, in cui il leader della Repubblica Bolivariana è stato catturato con metodi gangsteristici, il presidente degli Stati Uniti ha rinnovato pubblicamente la sua volontà di “possedere” senza limiti la Groenlandia, giustificandola intanto con una forma di “rivalsa” per essersi visto negare il Premio Nobel, e, poi, con necessità di sicurezza nazionale americana e con la minaccia di potenze come Russia e Cina. Esigenze -queste ultime- che forse sussistono, ma che non permetterebbero comunque di scavalcare i diritti di Nazioni Unite, NATO, Europa, UE e Danimarca.
L’”Operation Arctic Endurance” di alcuni Paesi Europei (che vorrebbe essere una reazione dell’ Europa alle follie di Trump) è stata derisa come simbolo della debolezza strategica (o meglio, codardia), europea, schiacciata fra le ambizioni statunitensi e l’incapacità di formulare una visione autonoma e coerente di difesa. Da un lato si mobilitano reparti e assetti militari europei per “difendere” un territorio all’interno della sfera d’influenza NATO; dall’altro, le stesse potenze hanno sempre sostenuto e sostengonola continuazione della leadership statunitense nella struttura dell’Alleanza Atlantica. La debolezza dell’ Europa risulta particolarmente chiara se confrontata con la determinazione della Cina nel reagire al golpe di Caracas (cfr. punti 3 e 4)
2.Teorizzazione dell’ “Europa Debole”
E’ così che, riferendosi alla Groenlandia, il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha affermato, non senza ragione: «Gli americani proiettano forza, gli europei proiettano debolezza».Ci troviamo di fronte a un’operazione di reframing che mira a modificare la percezione del rango degli attori sulla scena geopolitica. Definire l’Europa “debole” serve a scardinare l’idea di un partner paritario e a ricollocarla nel ruolo di protetto: un soggetto che non paga pienamente per la propria sicurezza e che, quindi, non ha titolo per dettare condizioni: “non ha le carte”.E’ quanto i critici dell’ Occidente hanno sempre affermato, venendo in passato sbugiardati come fanatici visionari. Gli Stati Uniti non stanno semplicemente descrivendo uno stato di fatto, ma stanno svalutando il potere contrattuale dell’Europa. Se sei debole, non negozi: accetti. Accetti le condizioni della tua difesa, dei trattati commerciali, dell’ordine internazionale.
Quando il principale alleato — colui che garantisce l’ombrello nucleare e la logistica della NATO — dichiara pubblicamente che sei debole, invia segnali destabilizzanti. In primo luogo, parla ai suoi antagonisti globali, Russia e Cina. Comunica che la protezione americana non è incondizionata. In secondo luogo, alimenta divisioni interne al continente: tra chi spinge per una maggiore autonomia strategica (come la Francia) e chi, temendo di restare scoperto, cerca di compiacere Washington (come i Paesi baltici o la Polonia… e anche l’Italia).
Il risultato è un’erosione lenta ma costante della residua deterrenza e della coesione europea.
3.La giustificazione giuridica del rapimento del Presidente Maduro
Non per nulla il 13 gennaio 2026, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha pubblicato un memorandum legale che giustifica l’Operazione Absolute Resolve, che il 3 gennaio ha portato alla cattura notturna di Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores a Caracas, definendo “irrilevante” la conformità dell’azione al diritto internazionale.
Il memorandum, redatto dall’Office of Legal Counsel (OLC), sostiene una tesi radicale: l’autorità del Presidente degli Stati Uniti, derivante dalla legge domestica e dalla Costituzione, prevale su qualsiasi trattato internazionale, inclusa la Carta delle Nazioni Unite.E’ lo stesso ufficio che, ai tempi di Bush, aveva giustificato la tortura:
-Il principio Male Captus, Bene Detentus: Il DoJ ha citato il precedente della Corte Suprema del 1992 (US v. Alvarez-Machain), stabilendo che il modo in cui un imputato viene portato davanti a una corte statunitense — anche se tramite rapimento o violazione della sovranità straniera — non pregiudica la legalità del processo.
-L’Interesse Nazionale: Il DoJ ha argomentato che la cattura di un “narcotrafficante incriminato” serve interessi nazionali vitali, permettendo al Presidente di agire unilateralmente.
-L’Assenza di occupazione: Poiché non è prevista un’occupazione permanente del territorio venezuelano, l’amministrazione sostiene che non sia necessaria l’approvazione parlamentare richiesta per i conflitti bellici prolungati.
La citazione del Ministro degli Esteri italiano (“Il diritto internazionale è importante fino a un certo punto“) risuona come un’ennesima acquiescenza a Trump, che ne legittima la tracotanza. Tajani ha sottolineato che, di fronte a regimi che calpestano i diritti umani e minacciano la stabilità globale (alludendo anche ai legami Maduro-Iran), la forma giuridica può cedere il passo alla necessità politica.
4.La reazione della Cina al golpe in Venezuela
In contrasto con l’inconcludenza dell’ Europa, spicca la tempestività e l’energia della reazione della Cina (“Risposta Integrale Asimmetrica” al golpe di Caracas):
-ore 9:15 del 4 gennaio: la Banca Popolare della Cina annunzia la sospensione temporanea delle transazioni in Dollari con imprese Americane del settore della Difesa;
-ore 11:43 la State Grid Corporation annunzi la revisione de tutti i contratti con fornitori americani
-ore 14:17 la China Nacional Petroleum Corporation ha deliberato l’ annulamento dei contratti di fornitura di petrolio a raffinerie americane;la China Ocean Shipping Company que ha iniziato a evitare I porti Americani di Long Bech. Los Angeles, Nueva York e Miami
-ore 16:22 il ministro delle relazioni esterne Wang Yi offre a Brasile, india, Sudafrica, Iran, Turchia, Indonesia e altri 23 paesi termini commerciali preferenziali ai Paesi che s’impognino a non riconoscere nessun Governo venezuelano. 19 paesi hanno accettato l’ offerta cinese;
-5 gennaio:nelle prime 48ore si sono realizzate transazioni senza passare dal dollaro pari a 89mil milioni de Dollari.
5. Perché la Groenlandia è importante?
La questione della Groenlandia è passata quindi, in pochissimi giorni, dal regno delle barzellette a questione centrale della Geopolitica mondiale, come vorrebbero la storia e la geografia, soprattutto di fronte ai nuovi scenari aperti dal surriscaldamento globale e dallo scioglimento dei ghiacci artici e antartici.
Eric Il Rosso è una figura storica e leggendaria delle saghe nordiche, noto per aver fondato la prima colonia vichinga in Groenlandia intorno al 985, dopo essere stato esiliato dall’Islanda, e per essere il padre del famoso esploratore Leif Erikson, che esplorò il Vinland (Nord America). Le saghe che narrano le loro imprese, la Saga di Erik il Rosso e la Saga dei Groenlandesi, sono le fonti principali sulla colonizzazione vichinga dell’America, descrivendo le spedizioni verso occidente e le terre scoperte, come Helluland, Markland e Vinland.
La Saga di Erik il Rosso (Eiríks saga rauða: “rosso” potrebbe essere un’origine della “Rus’” di Kiev ): Narra la sua vita, l’esilio e la colonizzazione della Groenlandia.La Saga dei Groenlandesi (Grœnlendinga saga): Descrive le spedizioni di Leif Erikson verso il Vinland e narra che Leif incontrò un territorio ricoperto da lastroni piatti di roccia (norvegese antico: hellr), così lui lo chiamò Helluland (terra delle pietre piatte), che presumibilmente è l’odierna Isola Baffin. Di lì arrivò presso una terra piatta e boscosa, con spiagge bianche, che chiamò Markland (terra dei boschi), che si ritiene sia il Labrador. Quando tornarono nuovamente in quella terra, Leif e i suoi uomini sbarcarono e costruirono case.
Dopo le Guerre Napoleoniche, la Groenlandia, l’ Islanda e le Faeroer restarono in Danimarca. La costituzione danese del 1953 definisce la Groenlandia come parte della Danimarca, anche se nel 1978 è divenuta autonoma, con il diritto all’ autodeterminazione.
Uno psichiatra americano di origine ebraica Danese si ribattezzò Eric Ericson per ribadire il suo patriottismo americano. Drante la IIa Guerra Mondiale si dedicò, come oggi il “Ministro della Guerra” Hedgset, a rafforzare lo spirito guerriero dei soldati americani contro il “mammismo”
Nel 1964 il presidente statunitense Lyndon Johnson dichiarò il 9 ottobre il Leif Erikson Day negli Stati Uniti. Leif appare nel manga Vinland Saga, al pari di altri personaggi storici suoi contemporanei, come sua sorella Freydis, nel nono episodio della terza stagione di Legends of Tomorrow, “Beebo the God of war”. Leif ha il ruolo di co-protagonista nella storia a fumetti “Il mantello dell’orso” di Lilith, personaggio di Luca Enoch edito dalla Sergio Bonelli Editore, episodio ambientato nell’anno 1000 tra la Groenlandia e Vinland.Fa parte de La spada del guerriero, primo libro della trilogia Magnus Chase e gli Dei di Asgard dello scrittore Rick Riordan.Leif Erikson è il titolo di un brano degli Interpol contenuto nell’album del 2002 Turn on the Bright Lights.Leif e Fredys figurano tra i personaggi principali della serie prodotta da Netflix Vikings: Valhalla, iniziata nel 2022.
Oggi, la Groenlandia è divenuta centrale per4 lo scioglimento dei ghiacci e per la possibilità di guerra nucleare con la Russia e la Cina.
6.Possibili contromisure contro gli USA
a.Rivitalizzare la UE?
C’è chi sembra convinto che si ovvierebbe alla mancanza di progettualità già solo attuando finalmente i “sogni nel cassetto” dell’Europeismo tradizionale (Costituzione europea formale, voto a maggioranza, esercito europeo, debito comune).
In realtà, mancano, e sono sempre mancati, i presupposti di fatto per realizzare quei progetti:
(i)una cultura (non solo politica) diversa da quella occidentale, che tende a dominare ovunque (una cultura basata sulla classicità biblica e greco-romana, sull’ “antica costituzione europea” di Tocqueville, sull’intellettualità indipendente e critica);
(ii)dei ceti sociali politici, ecclesiali, militari, tecnici, imprenditoriali, intellettuali, capaci d’ incarnare quella cultura, anziché inserirsi docilmente nella falsariga della società “cosmopolitica” a guida americana (lingua inglese, partiti politici ricalcati su quelli americani, università americane, multinazionali americane come capofila, mode americane -dalla “cancel culture, al “Woke” al “tecnofascismo”-);
(iii)un movimento politico capace di esprimere la volontà di rinascita e di lotta dell’ Europa come tale (com’erano stati ad esempio i movimenti d’indipendenza dell’Italia, dell’India e della Cina).
Tuttavia, valutiamo con molto interesse il manifesto del Movimento Europeo e del Movimento Federalista Europeo pubblicato in testa a questo post, per il suo tono finalmente battagliero contro quello che definisce correttamente un anno (ma noi diremmo un secolo) di umiliazoione dell’ Europa, che ci candida automaticamente ad essere solidali con l’altro grande Paese umiliato nella storia dall’ Occidente: la Cina.
b.Riprenderci le basi americane in Europa (con quel che c’è dentro)?
In questo senso sembra orientarsi Fini; nello stesso senso Alessandro Orsini su “Il Fatto Quotidiano”, che parla di cacciata degli USA dalle basi in Europa. Come ha scritto Orsini, un partito politico che chieda la nazionalizzazione delle basi americane. Potrebbe essere quello che starebbe preparando Vannacci.
Cosa che appariva fiad ora altamente irrealistica, se non fosse che poco dopo è stata proposta ed ampliata perfino da da “Politico Europe”:
”Chief among the potential pressure points is the extensive.e network of military assets in the region, which the U.S. uses, in the jargon of geopolitics, to project American power far from home — in Africa and especially the Middle East.
Why should the U.S. continue to have access to these bases, or receive support from allies’ naval assets, air forces, or even intelligence services, if it tries to take sovereign territory from a NATO member like Denmark?
The question is so sensitive that diplomats are at pains to keep it away from the mainstream debates between governments in the summit rooms of the EU or NATO. But five officials and diplomats confirmed to POLITICO that the highly sensitive topic of how to punch back against Trump is being discussed privately across the continent.
Aside from Europe’s military assets, the U.S. also relies on Europe as a key trade partner and European governments spend many billions of dollars every year buying American weapons. All of these offer potential leverage if European customers decide to stop shopping in the U.S. ….
…But the possibility of cutting off support for American military deployments has come up, including radical suggestions to take back control of U.S. bases, one of the diplomats said…..
As of 2024, the U.S. had 31 permanent bases and 19 other military sites across Europe as part of the United States European Command. That included at least 67,500 active-duty servicemen, according to the latest U.S. Department of Defense figures, with the lion’s share of those stationed in Germany, Italy and the U.K.
These include NATO’s largest base in Europe at Ramstein, Germany, and air force bases in the U.K. at Lakenheath and Mildenhall, which together host around 3,000 military personnel. The Aviano air base in Italy supports the only U.S. fighter wing south of the Alps, and is ‘a key NATO air power hub,’ according to the Center for European Policy Analysis. “
In effetti, riscattare le basi americane (magari con ciò che c’è dentro, come le testate nucleari e i centri di ascolto) sarebbe il modo più lineare di prendere in parola Trump, finanziando (con il piano europeo di riarmo) e gestendo noi, a nostro modo, la difesa NATO, non essendo più “parassiti”, bensì protagonisti. Quanto alle modalità di pagamento, sarebbero tutte da discutere.
Certamente, dalla dissoluzione della NATO chi avrebbe da perdere di più sarebbero gli Stati Uniti, che dovrebbero dimenticare tutti i privilegi attuali (centralità sulla scena mondiale, egemonia culturale, sicurezza, signoraggio del Dollaro), ma, soprattutto,, il loro “status” di Superpotenza.
c.Colpire altri interessi strategici americani:
(i)Attivare, come proposto da Macron , ‘Anti Coercion Mechanism”
(ii)Bloccare tutti gl’impegni presi verso Trump dalla von der Leyen (ciò è possibile perché, come rilevano il Movimento Europeo e il Movimento Federalista, il Parlamento Europeo non ha ancora votato, ed esistono anche mozioni contrarie importanti, come quella presentata dalla maggioranza di centro-sinistra);
(iii)Abolire l’Inglese quale “lingua veicolare”delle Istituzioni;
(iv)bloccare l’uso del web americano, come fatto dalla Cina, dalla Russia e dall’ Iran;
(v)Aderire alla “dedollarizzazione” in corso da parte dei BRICS;
(vi)sequestrare le proprietà americane come fatto con gli assets russi;
(vii)boicottare le merci americane.
7.I “Garanti della Privacy” in combutta con i massimi violatori della stessa
L’altra sera, a “8 e mezzo”, Massimo Cacciari ha finalmente detto chiaramente che quella della “Privacy” è una colossale messa in scena:
-perché l’armamentario giuridico con cui si pretenderebbe di ingabbiare l’onnipervasivo fenomeno del controllo totale è assolutamente inadeguato;
-perché le cosiddette “Agenzie indipendenti” sono solo dei carrozzoni ad uso della classe politica.
Di fronte a un’enorme “congiura” che ha creato strumenti onnipotenti come la Rete, le intercettazioni, i Big Data, l’Intelligenza Artificiale, i Troll, gli Hacker più o meno patriottici, ecc…, gli Stati, quando non se ne facciano, come gli USA, gli espliciti difensori, tentano comunque (come la Cina o Israele), di usarli a fini militari, oppure se ne disinteressano.Nel caso dell’ Europa, accade qualcosa di ancora più perverso. A parole, si proclamano altissime (ma vuote) filosofie di “Umanesimo Digitale”. In pratica, si vive in combutta con i poteri informatici, a cominciare dalle 16 agenzie americane di intelligence, dalle agenzie e imprese israeliane e dai GAFAM. Poi, si copre il tutto con una rete inestricabile di norme europee e nazionali prive di reale contenuto (che per altro sono vissute dai GAFAM come una sorta di oltraggio, sì che Trump, per l’onore dell’ America, le vorrebbe abolite).
L’Agenzia per la Tutela della Riservatezza dei Dati costituisce un caso estremo, sul quale giustamente stanno tentando di fare luce i media, il Parlamento e la Magistratura.Presidiata da politici falliti, che però riscuotono un enorme appannaggio (250.000 Euro annui), esso si occupa di tutto tranne che della sua missione istituzionale.
Nelle sue recenti attività, il Garante, oltre ad avere apparentemente speso cifre enormi in spese non istituzionali, ha “negoziato” con META una multa spettacolare di 4 milioni di Euro, finendo per ridurla a 1 milione. Quest’ ultimo episodio dimostra quanto poco deterrente sia, per i GAFAM, la legislazione europea sull’informatica, sicché i GAFAM, che hanno sede in America, ignorano bellamente le regole e le sanzioni delle Autorità europee, come nel caso del divieto di trasferimento dei dati in America in base alle Sentenze Schrems, o della sanzione fiscale di 13 milioni di Euro per Google, che fu rimborsata dal Governo irlandese. Esse sono perciò parte integrante ed essenziale del sistema di spionaggio capillare co cui gli USA mantengono il controllo sugli Europei.
Per tutti questi motivi ed altri ancora, giustamente Cacciari proponeva, non solo di azzerare il vertice dell’ Autorità Garante, ma addirittura di abolire la stessa.

8.Parlare con la Russia (e con la Cina).
Questa cosa, ritenuta oggi il massimo della “scorrettezza politica”m è quanto si era sempre fatto prima della guerra in Ucraina, dai tempi degli Zar, all’ Unione Sovietica, a Gorbacev, Eltsin e Putin. Come non ci stanchiamo di ripetere, la Russia è parte integrante ed essenziale dell’Europa, così come la Groenlandia e l’Ucraina, ma anche come Cipro, la Turchia, il Caucaso e gli Urali. Solo che la Russia è molto più grande e più importante di tutti gli altri Paesi europei.
Ora, è la stessa premier Meloni, garante dell’ortodossia atlantica, a propugnare questa linea di condotta.
Abbiamo ripetuto infinite volte che:
a.i primi “indoeuropei” erano gl’”Iperborei” di Platone, del Vendidad e del Bundahishn, ripresi da Tilak, Evola e dal primo Dugin, che vivevano nell’ Artico prima dell’ epoca glaciale;
b. Subito dopo venne la “Cultura Yamnaya”, sorta lungo il Don e il Volga nel 4500 a.C.;
c.la Crimea fu sede di antiche epopee micenee, come quelle di Giasone, di Teseo e di Ifigenia in Tauride;
d.il Regnum Bospori appartenne lungamente all’ Impero Romano e a quello bizantino;
e.per la Russia passarono Baltici, Unni, Avari, Bulgari e Magiari;
f.la Russia (Gardariki) fu fondata da Vikinghi (i Variaghi), che confederarono slavi, finnici e tartari, con lo scopo di commerciare con Bisanzio il termine Rus significherebbe Rematori, ma non escluderemmo che derivi da “Rosso” (hraudi), come Eirik il rosso;;
g.il “Battesimo della Russia di Kiev” fu dovuto ai Bizantini;
h.Zoé/Sofia Paleologa portò a Mosca la tradizione della Terza Roma e la sua biblioteca di autori classici;
i.Pietro il Grande fondò sul Baltico una capitale dal nome olandese e in stile palladiano (Sankt-Petersburg);
l.la tedesca Caterina II vi costruì l’Ermitage, l’Arca Russa in cui sono tutt’ora custoditi i tesori dell’ arte europea;
m.illuministi come Leibniz e Diderot si dedicarono a diffondere in Russia la cultura;
n.Alessandro I fece redigere la versione russa della Santa Alleanza, nella quale si definiva l’Europa come “La Nazione Cristiana”;
o.Joseph de Maistre, Primo Ministro sabaudo e ambasciatore in Russia, scrisse a San Pietroburgo “Les Soirées de Saint Petersbourg », il capolavoro del pensiero conservatore europeo;
p.il poeta Tiutchev era stato ambasciatore presso il Regno di Sardegna, a Torino
q. Dostojevskij assegnò alla Russia la missione di “salvare l’Europa” dalla Modernità
r.Gorkij visse in una villa a Capri, in cui ospitò la scuola dei quadri del Partito Bolscevico, e ebbe a casa sua Lenin e Trotskij;
s.Aleksandr Blok scrisse “gli Sciti”, con cui invitava gli Europei all’ alleanza con la Russia
t.Viaceslav Ivanov, trasferitosi a Roma e convertitosi al cattolicesimo, invitò, nelle sue poesie , l’Europa a”respirare con i suoi due polmoni” (occidentale e orientale. Giovannoi Paolo II usò costantemente questa metafora.
u.Palmiro Togliatti visse a lungo a Mosca dove insegnò all’ Istituto dei Commissari Politici del PCUS presso l’Armata Rossa;
w.In onore di Togliatti, la città costruita in Tatarstan per la fabbricazione delle Lada fu battezzata “Togliatti”
y.Michail Gorbatcev, Segretario Generale del PCUS e Presidente dell’Unione Sovietica, si batté per la costruzione di una “Casa Comune Europea”, e a questo fine organizzò, con Francois Mitterrand, la Conferenza di Praga per la creazione della Confederazione Eurasiatica;
z.Vladimir Putin, nel 2007, in occasione dei 50 anni del Trattato di Roma, scrisse su “La Stampa” di Torino:
-“in quanto pietroburghese, mi considero a tutti gli effetti europeo”
-“l’Unione Europea costituisce la più grande realizzazione politica del XX° Secolo”;
aa.in occasione della conferenza di Pratica di Mare, fu inaugurata, sotto gli auspici di Berlusconi, la Partnership NATO-Russia;
ab.durante la Pandemia, l’Armata Russia inviò un convoglio militare d’urgenza con aiuti sanitari.
a.c. Prima della guerra in Ucraina esistevano vari gasdotti che portavano il gas dalla Russia all’ Europa, che furono fatti saltare durante la guerra. Intanto, è stato vietato l’import di prodotti petroliferi dalla Russia, con un incremento mostruoso dei costi in Europa e la stagnazione delle nostre economie.
Con tutte queste premesse, come sarebbe possibile non parlare con la Russia? Davvero, perché non possiamo parlare con chi avvia una guerra contro uno Stato esistente? E allora, l’attacco degli USA al Canada nel 1812? E quello al Messico?e il “Grido di Dolore” di Vittorio Emanuele II? E l’aggressione alla Serbia da parte della NATO?
Per fortuna, il nuovo ambasciatore italiano a Mosca, Beltrame, accreditato ieri al Cremlino, sembrerebbe culturalmente orientato a sostenere questo dialogo.
Per quanto mi riguarda, avevo lavorato ai progetti di stabilimenti FIAT in Russia, avevo ricevuto a Torino Alexej Komov, rappresentante del Patriarcato di Mosca, e avevamo parlato insieme al Palazzo della Provincia di Torino.
Parlare con la Russia della Groenlandia è fondamentale perché:
a)la Russia condivide la condanna europea della rivendicazione americana;
b)La Russia è la maggiore potenza artica, e quella maggiormente idonea a coltivare, a fini pacifici, le rotte artiche;
c)L’Europa condivide con la Russia (e con il Canada)enormi minoranze etniche Ugo-finniche e turchiche (prima di tutto gli Inuit, poi i Sapmi, Finnici, Estoni, Vepsi, Careliani, Nenec, Mari, Bashkiri, Komi, Permiacchi, Sirieni, Mordvini, Bashkiri, Tartari, Nganasan, Yukagiri, Sakha, Ciukci, Tungusi, Aleuti), che, con lo scioglimento dei ghiacci, diverranno popolazioni centrali nel mondo, dai punti di vista culturale, economico e militare
E’ chiaro che, con pretesti capziosi, si vuole distruggere un legame millenario ed essenziale fa l’Europa e i suoi popoli periferici, per impedire che si prenda atto di un’ Identità Europea che va al di là dei governanti, dei governi, dei regimi, dei diritti, dei torti e delle ideologie, e costituisce l’unico solido fondamento per la costruzione di un forte Stato-Civiltà capace di fronteggiare vittoriosamente le Multinazionali del Web, le quali vogliono imporsi agli Stati, e, in primo luogo, agli Stati Uniti.
Intanto, la von der Leyen sta addirittura negoziando con gli USA un nuovo accordo che permetterebbe di consegnare i dati privati dei cittadini alla famigerata ICE, la polizia di frontiera americana.







