Facciamo seguito al nostro intervento della settimana scorsa , per ritornare sulla Strategia di Sicurezza Nazionale degli USA appena pubblicata, in cui la Casa Bianca ha ripreso le accuse all’ Europa formulate da Vance alla Conferenza di Monaco di quest’anno sulla Sicurezza: censura della libertà di parola, repressione dell’opposizione, decenni di declino economico, politiche migratorie suicide (tutto vero!) dimenticando però di dire che ciò è il risultato dell’interminabile“contingentamento” dell’ Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale, già previsto da Trockij fino dai tempi della prima: enormi basi militari USA in Europa con testate nucleari, divieto di un’atomica europea, campo libero per le 16 agenzie americane di spionaggio, divieto per gli Europei di spiare in America ,boicottaggio dei “campioni europei” ( Olivetti, ENI, Concorde, EADS)…
I giornali contengono dettagliati commenti a questo importante documento, al quale noi pensiamo di dedicare un intero libro.
La Strategia è stata solo l’inizio di una bordata di attacchi all’ Europa nei giorni scorsi. Come scrive Marco Travaglio, “Il paradosso è che il presidente americano ci cazzia per aver sempre obbedito agli Usa. Bisognerebbe prenderlo in parola e piantarla, invece di seguitare a farlo con lui.”
Ieri, Travaglio scriveva: “il Corriere parla di ‘attacco choc’, la Stampa di ‘strappo’ e Repubblica dice che ‘Trump scarica l’Europa’… “Non si sono accorti che i nostri interessi sono opposti a quelli degli Usa da almeno 30 anni. Infatti i danni peggiori ce li hanno fatti i Clinton (lui e lei), Bush. jr., Obama e Biden. Terrorizzati dal dialogo post-Muro tra Ue e Russia e dalla superpotenza euroasiatica nascente dall’unione fra industria europea e gas russo a basso costo, gli Usa hanno fomentato le tensioni con Mosca fino al golpe bianco ucraino, alla guerra civile e all’invasione russa per spezzare quel vincolo.” “Nel 2016, intervistato da The Atlantic, Obama parlava degli europei come oggi Trump: ‘Dovete pagare la vostra quota’, ‘mi irritano questi free riders’ (portoghesi, scrocconi). Ma si guardò bene, come ora Trump, dal ritirare le basi militari, i soldati e le testate nucleari Usa dai Paesi Nato. L’Europa agli Usa interessa eccome, e non per difenderla (non abbiamo nemici, anche se ce ne inventiamo uno all’anno): per presidiare il Mediterraneo e il Baltico e per controllarci. Solo che ci danno per scontati, ben sapendo che obbediremo sempre prim’ancora di ricevere gli ordini: come sui dazi al 15% e sul 5% di Pil alla Nato. Perché perdere tempo a discutere con la servitù?”
Proprio come Travaglio, abbiamo fieri dubbi sulla reale volontà di Trump (e degli Americani in generale) di lasciaci liberi.

1.Le indiscrezioni del Pentagono
Quanto dicevamo sopra è confermato da altre notizie in provenienza dall’ America.
Il preteso “disimpegno” trumpiano è stato annunciato contemporamemente da alti dirigenti del Pentagono, per i quali, entro il 2027(quindi, domani), la NATO dovrà finire “sotto il controllo dell’Europa”, mentre l’attacco concentrico all’ Europa è stato completato dall’auspicio di Musk, in risposta alla multa si “X”, che l’Unione Europea venga sciolta (cosa auspicata anche nella “Strategia” ufficiale).
E’ chiaro che, secondo i MAGA, la NATO verrebbe posta “sotto il controllo sell’ Europa” solo quando l’Europa verrà posta “sotto il controllo di Trump” attraverso la creazione di partiti filo-trumpiani. Bel genere di “isolazionismo”, dove il Presidente americano pretende di dettare le agende interne dell’ Unione Europea aiutando i cosiddetti “partiti di estrema destra” a prendere il potere, così come l’URSS cercava di aiutare i partiti comunisti stranieri. C’è molto di comunista nel Movimento MAGA, oltre al pugno chiuso e alla cravatta rossa di Trump.
In realtà, Trump ha trovato l’ennesimo camuffamento dell’egemonismo americano, dopo che quelli pseudo-idealistici (in realtà progressistici) erano stati oramai screditati dal Vietnam, dall’Afghanistan dalla crisi dei “subprime” e dallo scavalcamento cinese.
Se la notizia del “disimpegno” americano fosse vera, non potremmo che salutarla come il coronamento di 60 anni di eroiche battaglie minoritarie, miranti a fare dell’ Europa “una Grande Potenza” (Coudenhove- Kalergi, Giscard d’Estaing), non più un sottoinsieme dell’ “Occidente”. Ci fa anche piacere che il primo ministro italiano affermi finalmente che l’ Europa deve difendersi da sola (sì, ma anche contro gli USA?). Invece, l’impressione generale è che il tutto si traduca in un ulteriore disvelamento parziale della verità da sempre celata dietro l’ipocrisia americana: lo smantellamento progressivo del mondo europeo, a suo tempo dominante e ora divenuto un” tesoretto” (economico, ma soprattutto culturale) dell’ America da saccheggiare per poter resistere con esso (finché dura) all’assedio del resto del mondo. Come scriveva Chesterton, gli USA sono una nazione con l’animo di una chiesa, e in particolare, come scriveva Huntington, sono “The Dissidence of Dissent”. Come tale, il loro movente originario è stato il “Ressentissement” contro l’ Europa (leggasi il Testamento di Giorgio Washington).E, infine, come chiariva inequivocabilmente Whitman nelle “Leaves of Grass”, il loro obiettivo non è solo la sottomissione degli eretici europei, bensì la loro conversione forzata,”And what I assume you shall assume,For every atom belonging to me as good belongs to you”.(Leaves of Grass, “I CELEBRATE myself”).
Sarebbe comunque ora che in Europa si avviasse un dibattito serrato e senza infingimenti sul significato di questo recentissima evoluzione degli Americani ( i quali, come al solito, decidono tutto al posto degli Europei), e, in particolare, chiarire preliminarmente i punti seguenti:
-è proprio vero che gli USA sono disposti a lasciarci “il controllo della NATO” purché siamo disposti a spendere di più? Sono cioè disposti a venderci basi, missili, software e progetti, e ad andarsene per sempre dal nostro Continente?
-perché gli Stati nazionali europei, una volta usciti, come auspicano gli USA, dalla UE e dalle sue retoriche, dovrebbero continuare a essere “allineati” con gli USA come dice la “Strategia”?
-come farebbero, in quella posizione, a “recuperare la loro passata grandezza”, che consisteva proprio nell’ essere diversi dall’ America (cfr. p.es. “La Democrazia in America” di Tocqueville e i “Cantos” di Pound)?
-se gli USA arrivassero veramente a un’intesa cordiale con la Russia (e l’Arabia Saudita e l’India, se non anche la Cina), sarebbero disponibili a una sorta di “condominio mondiale” senza egemonie, o pretenderebbero ancora di essere al vertice di tutto, come è scritto ancora nella “Strategia” trumpiana (“America First”)?
-gli USA sono ancora decisi ad annettere Canada e Groenlandia, e, se sì, come si dovrebbe applicare l’art. 5 del Trattato NATO a questa aggressione a uno Stato membro e a un paese del Commonwealth?
-che cosa direbbero gli USA se, visto l’accordo con la Russia, quest’ultima e l’Europa si fondessero in un’unica confederazione, come volevano fare Gorbaciov e Mitterrand (ridivenendo così il primo Paese del mondo: la “Casa Comune Europea”)? L’unica consolazione è che Trump si illude di creare un’Europa trumpiana, ma il risultato sarà invece un’Europa putiniana. Jeltzin era stato più esplicito di Gorbacev e di Putin, rivolgendosi, il 19 Novembre1999, a Billy Clinton:„…Dateci subito l‘ Europa. Gli USA non sono in Europa. Gli Europei si devono occupare dell’ Europa. La Russia è per metà europea e per metà asiatica. Tu puoi occuparti di tutti gli altri Stati e preoccuparti della loro sicurezza. Io prenderò l’Europa.”

2.Cosa significa “controllo europeo”?
Attualmente, va di gran moda parlare della difesa europea, ma nessuno si azzarda a definire come questa si possa configurare. Gli anonimi funzionari americani hanno parlato di forze convenzionali e di “intelligence”. Ma, anche così ridotta, una siffatta ristrutturazione della NATO richiederebbe “una nuova architettura di difesa” in Europa, comprensiva della Russia e dell’ Ucraina, quella cosa di cui Gorbaciov, Jeltzin e Putin hanno parlato da 50 anni, senza che nessuno vi desse mai seguito. La guerra in Ucraina è stata solo un pretesto per costringere gli USA a prendere sul serio questi discorsi, come messo finalmente per iscritto da Lavrov nel 2021.Infatti, gli equilibri in Europa dipendono dai rapporti fra le potenze nucleari, e il cambiamento di questi rapporti dev’essere concordato fra di esse.
Orbene, non abbiamo mai dubitato del fatto che una qualsiasi dottrina di difesa debba partire dalle priorità politiche. Orbene, nel mondo del 2030, il problema n.1 di tutti sarà la presa del controllo sul mondo da parte degli “Agenti Autonomi” (Intelligenze Artificiali, robot e droni), come previsto già nel secolo scorso da Manuel De Landa, presa di controllo ormai a buon punto in America attraverso la confluenza fra Trump e i GAFAM consacrata dall’ attribuzione ai CEO dei GAFAM del rango di generali dell’ Esercito. Quelli sono i nemici da battere per tutte le parti del mondo e per tutte le tendenze politiche. E’ su questa lotta, e non su altro, che si debbono costruire le visioni del mondo, le strutture di governance, i credi, le teorie politiche, gli Stati, le alleanze, le culture e i partiti.
Intanto, le guerre in Ucraina e Palestina sono già combattute oggi stesso, molto più che dagli uomini, dalle Intelligenze Artificiali e dai droni, che, secondo De Landa, sono destinati a prendere il sopravvento nella prossima Terza guerra mondiale. Già ora, gli Agenti Autonomi stanno occupando tutte le aree cruciali per l’attività umane, e, in primis, quelle coinvolte nella “Guerra senza Limiti” teorizzata dai generali cinesi e ora in atto: programmazione strategica;difesa anti-aerea,anti-droni e missilistica;buerra ibrida; cyberguerra; cyber-intelligence, guerra culturale, ecc…Il confine sino-vietnamita sarà presidiato da robot umanoidi, in Cina esistono “fabbriche oscure” popolate solo da robot, senza alcuna presenza umana, mentre la “guerra culturale” si combatte a forza di troll e di censura digitale.
In Europa, l’Unione sta fingendo sfacciatamente da trent’anni di combattere strenuamente il giganteggiare delle piattaforme informatiche (americane), i GAFAM, le quali (Echelon, Cambridge Analytica, cause Schrems, Prism,Tesla, Starlink, Neuralink, Palantir, la Paragon israeliana) dominano le società sviluppate con il controllo della nostra privacy, con i loro soldi, con i loro rapporti con gli eserciti, con lo spionaggio, con la corruzione e i rapporti privilegiati con le Autorità, in primo luogo americane, ma anche europee… In realtà, essa ne è la prima complice.

3.Lo Stato Mondiale dei GAFAM
L’Unione Europea si è vantata addirittura da decenni di essere la leader mondiale nella regolamentazione dell’informatica (tanto da costituire un modello per il mondo: “the Trendsetter of the World Debate”), ma in realtà essa era già strutturalmente vocata ad aprire la strada al dominio delle Macchine Intelligenti. Il “Funzionalismo Politico” del rumeno-americano David Mitrany (che invitava gli Europei a non creare una federazione politica, bensì solo un’ennesima organizzazione sovrannazionale-strada poi effettivamente seguita con i Trattati-)costituiva il “pendant politico” del funzionalismo filosofico di Haas, che sosteneva la trasferibilità alle macchine delle funzioni sociali, e perfino psicologiche. Strada imboccata poi dai Social Networks e dall’ Intelligenza Artificiale. L’Unione Europea e i GAFAM risultano così imparentate da un unico pensiero dominante, ed è dunque impensabile che si facciano la guerra.
E’ vero che l’Unione Europea ha adottato una serie di documenti legislativi in materia di informatica, che, “sulla carta” coprono buona parte dei problemni politici pposti dalle nuove ideologie.
Di tratta di:
- Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) (Regolamento (UE) 2016/679): La pietra angolare della legislazione UE sulla privacy e la protezione dei dati personali, che conferisce ai cittadini un maggiore controllo sui propri dati.
- Regolamento sull’identità digitale europea (EUDI) (Regolamento (UE) 2024/1183): Istituisce un quadro per i portafogli di identità digitale dell’UE (eID) che gli Stati membri dovranno fornire ai cittadini entro la fine del 2026.
- Direttiva NIS2 (Direttiva (UE) 2022/2555): Riguarda le misure per un elevato livello comune di cibersicurezza in tutta l’Unione, imponendo obblighi significativi a un’ampia gamma di entità operanti in settori critici.
- EU Cybersecurity Act (Regolamento (UE) 2019/881): Rafforza il mandato dell’Agenzia dell’Unione europea per la cibersicurezza (ENISA) e istituisce un quadro di certificazione della cibersicurezza per prodotti, servizi e processi ICT.
Mercato Digitale e Contenuti
- Digital Markets Act (DMA) e Digital Services Act (DSA): Queste normative mirano a creare un ambiente online più equo e sicuro, regolando le grandi piattaforme online (“gatekeeper”) e responsabilizzando i fornitori di servizi digitali per i contenuti che ospitano.
- Regolamento europeo sulla libertà dei media (Regolamento (UE) 2024/1083): Stabilisce un quadro comune per i servizi di media nel mercato interno, proteggendo l’indipendenza e il pluralismo dei media.
- AI Act (Regolamento (UE) 2024/1689): Il primo quadro normativo completo al mondo sull’intelligenza artificiale, che classifica e regola i sistemi di IA in base al loro livello di rischio.
Tuttavia, questa legislazione è, dopo un decennio, totalmente inattuata, per i seguenti motivi:
-non ha dietro di sé una filosofia coerente sul rapporto uomo-macchina, presupponendo di poter semplicemente trasporvi i principi generali di diritto nati nell’ era industriale, mentra invece qui si tratta di un nuovo tipo di uomo;
-non viene rispettata dai GAFAM, che hanno i loro leaders e le loro sedi in America, e vengono difesi dal Governo Americano (basti pensare alle cause Schrems);
-l’Europa non ha una sua industria informatica degna di questo nome, capace di controbilanciare i GAFAM;
-l’Amministrazione Americana e i GAFAM costituiscono una lobby impenetrabile, che depura ogni azione della UE di tutti gli elementi concreti che potrebbero danneggiare i GAFAM stessi. La Commissione sta annacquando tutta la sua legislazione con la “Digital Omnibus,per rispondere al diktat di Trump
L’esempio più schiacciante è la recentissima polemica fra l’America (Musk e Trump) contro la UE per la multa da 120 milioni comminata alla “X”., denunziata come un attacco alla libertà di espressione, e, più in generale, l’America.
Al di là delle recriminazioni sui vari fronti fra America ed Europa, è questo il vero significato storico dello scontro in corso. L’Amministrazione americana ha recepito oramai al 100% le teorie di Schmidt e Cohen (“The New Digital Age”), i quali, nel tentativo di contrastare la nascente supremazia della Cina, proponevano, sulle macerie della Baghdad bombardata, di porre Google nella stessa situazione in cui prima si trovava la Lockheed, che, con la sua produzione militare e con la sua rete di corruzione, guidava l’assalto dell’America per il controllo del mondo.
Tuttavia, dopo le polemiche per lo “Scandalo Lockheed” e per le défaillances dell’F-35, la Lockheed e l’industria aerospaziale in genere avevano perduto il loro smalto, venendo sostituite dall’ industria informatica. Come aveva scritto Evgeny Morozov (“I signori del silicio”), la supremazia informatica serve a coprire le difficoltà politiche ed economiche dell’America, prendendo un controllo culturale e politico più stringente sulle società occidentali. Tutto questo è evoluto nel senso della “Repubblica Tecnologica” auspicata da Karp (definita invece, da Donatella Di Cesare, “Tecnofascismo”).
L’unico Paese che è riuscito a sottrarsi al controllo dei GAFAM è la Cina, la quale, nel corso degli ultimi 30 anni, è riuscita a creare delle proprie start-ups(come i BATX, Baidu,Alibaba,Tencent, Xiaomi) , le quali hanno sviluppato progressivamente una struttura comparabile a quella dei GAFAM, per poi contendere loro il mercato cinese, fino praticamente ad espellerli, e poi crescere al di là dei propri modelli. Finalmente, spalleggiati dal Governo Cinese, i BATX sono divenuti il più completo ecosistema digitale a livello mondiale, facendo della Cina il Paese più informatizzato (maggior numero di utenze, Smart Cities, transizione green, auto elettriche, computer quantici, robot umanoidi, “fabbriche scure”).
Per fare ciò, il Governo cinese ha:
-introdotto rapidamente un pacchetto legislativo (Cybersecurity Law del 2017; Data Security Law del 2021 e Personal Information Protection Law del 2021 corrispondente al GDPR europeo);
–applicato lo stesso immediatamente, sanzionando senza alcun riguardo tutte le imprese nazionali;
–arrestato il guru Jack Ma, per comportamenti analoghi a quelli di Musk;
-costretto i CEO dei BATX ad allinearsi alle politiche del Governo nazionale (“Unione del Civile e del Militare”).
L’azione di Schmidt e Thiel mira appunto a contrastare con interventi legislativi e con l’Advocacy del Presidente Trump, questo superamento dell’ America in campo informatico, e quindi sul piano del “soft power”. Per informazione, Trump, sempre pronto a imitare la Cina, ha addirittura preteso che i CEO dei GAFAM assumessero il grado di generali dell’ Esercito Americano e giurassero fedeltà all’ Unione, realizzando anche formalmente quell’ “Unione del Civile e del Militare” che è un cardine della politica militare cinese.
4. Disarticolare i partiti trumpiani
Lo Stato Mondiale dei GAFAM costituisce la fase finale del Progetto Incompiuto della Modernità e l’opposto di quanto, in teoria, il movimento MAGA professa, vale a dire la difesa della libertà, e assomiglia pericolosamente all’ agenda “Woke”. Per questo la politica trumpiana è pericolosa.
Come contrastarla, soprattutto se ci si trova condannati all’ interno del sistema occidentale? A nostro avviso, un nuovo spazio aperto è quello all’ interno dei partiti “di estrema destra” favoriti dall’ America di Trump, ma che sono, a nostro avviso, un fenomeno contro-natura. E’ ben vero che tutte le tradizioni politiche della Modernità stanno subendo degli stravolgimenti che hanno decretato l’abbandono della passione politica da parte degli elettori, che disertano il voto, che rimane espresso da mepo deil 50% degli aventi diritto (il che significa una percentuale ancor minore della popolazione mondiale). E, tuttavia, perfino all’ interno di quel 10% effettivo di consenso che dà diritto a controllare i Parlamenti, permangono le tracce di molte tradizioni politiche. Mel caso dell’ “Estrema Destra”:
-nazionalismo;
-tradizionalismo;
-neonazismo;
-neo-fascismo;
-cattolicesimo tradizionale;
-monarchia;
-conservatorismo;
-cattolicesimo tradizionale;
-liberalismo classico;
-cristianesimo sociale;
-repubblicanesimo;
-corporativismo;
-nazionalismo di sinistra;
-islam quietista.
Buona parte di queste tradizioni sono assolutamente allergiche alle caratteristiche principali del movimento MAGA:
-tecnocrazia;
-populismo;
-occidentalismo;
-americanismo.
Neanche leaders come Farage o Weigel corrispondono alla maggior parte delle istanze della “estrema destra” quali sopra delineate. Anzi, crediamo che molti si aspettino più sovranismo europeo, più difesa dell’economia nazionale e del sindacalismo nazionale e almeno un minimo di etica pubblica. Vi è spazio per spaccare questi movimenti, portandone una parte considerevole dalla parte dell’ Europa. Per fare questo, però, occorre creare un discorso politico realmente nuovo, che non sia, né trumpiano, né “woke”. E questo può essere solo una strategia contro la Società del Controllo Totale che recuperi i valori dell’umanità classica, medievale e rinascimentale incorporati nella nostra cultura, contro gli eccessi di razionalismo, di materialismo e omologazione, tipici della modernità e prologo della Singularity tecnologica




























