L’AUTODISTRUZIONE, ATTRAVERSO “MAGA”,DELLA PRETESA RAZIONALITA’ OCCIDENTALE

  • Già nel 1726, il Vescovo Berkeley, trasferitosi dall’ Irlanda in Inghilterra e poi nelle colonie americane,  parlava di “Decay of Europe,  barren of every glorious theme“, e considerava l’America come “happy climes”  e un “seat of innocence…. where nature and virtue rule, free from the “pedantry of courts and schools:
  • Ecco il testo:
  • “Westward the course of empire takes its way;
    The four first acts already past,
    A fifth shall close the drama with the day;
    Time’s noblest offspring is the last.” 

Anche l’ambasciatore russo in Bulgaria, Leontijev parlava, nell’Ottocento,  di un “Europeo medio come inizio della distruzione universale”,  e Pierre Drieu la Rochelle, durante la IIa Guerra Mondiale,  di “limatura d’ Europa”

Con il suo “Europe Bashing”, Trump non ha quindi inventato nulla di nuovo. nè di particolarmente sbagliato, perché è proprio vero, e da molto tempo,  che gli Europei sono decadenti, nichilisti e codardi, come hanno già detto, e scritto, in tanti. Altrimenti, non saremmo giunti a questo punto di incertezza, debolezza e mancanza di prospettive.

Questo doveva essere chiaro a tutti noi almeno dagli inizi del 2°Dopoguerra, quando i primi conati del federalismo (Congresso dell’ Aia nel 1948 e Consiglio d’ Europa nel 1949) avevano trovato solo una modestissima eco to nell’ opinione pubblica europea, per quanto amplificati (poco gloriosamente) dai finanziamenti americani dell’ ACUE e della neo-costituita CIA.Poi, tutti presero per buone le ipocrite affermazioni della Dichiarazione Schuman, che rispondevano alla concezione “funzionalista”, predicata, dagli Usa e contro Spinelli,  da David Mitrany, secondo la quale le Comunità Europee avrebbero dovuto restare delle mere organizzazioni internazionali settoriali funzionali agli USA (come le 66 agenzie ONU che Trump ha appena abbandonato), senza divenire invece  l’inizio di una nuova statualità, che, sola, avrebbe potuto “avere le carte” per realizzare – se del caso, contro gli stessi USA-, il programma di pace e di eguaglianza che l’Europa si sarebbe molto presuntuosamente auto-attribuito con la Dichiarazione di Copenaghen  sull’ Identità Europea del 1973. Paradossalmente, comincia ora proprio dalla Danimarca lo smontaggio della sovranità europea da parte degli USA.

1)Lo smascheramento delle imposture sull’ Europa mette a nudo le contraddizioni intrinseche dell’Ordine di Yalta

Come scrive, per altro tortuosamente, Massimo Cacciari su La Stampa  dell 11 Dicembre, il fallimento di quella visione dell’ Europa”sta mettendo a nudo le contraddizioni di portata strategica interne al sistema delle alleanze occidentali, contraddizioni sempre rimosse, mai francamente affrontate- …, se esplodessero, porterebbero il mondo davvero a un grado di entropia da dover pensare che soltanto attraverso un radicale mutamento di stato un nuovo equilibrio possa essere raggiunto/.

Quali sono queste contraddizioni? Principalmente tre:

a.avere reso centrale un’America storicamente, culturalmente e demograficamente, periferica, rendendo invece “periferia” l’area centrale dell’”Occidente”, l’Europa (la “provincializzazione dell’ Europa”, cfr. Cakravarti Spivak);

b.presentare questa subordinazione dell’Europa come un atto di amicizia, anziché come l’ipocrita nascondimento di una mistificazione storica, di un’occupazione militare e di un’inimicizia creata ad arte con, e dentro, quella  metà del nostro Continente che va da  Mosca a Istanbul, da San Pietroburgo a Kiev, da Dresda a Varsavia, da Praga a Budapest, dalla Dalmazia al  il Caucaso, come se queste non fossero la patria degli Yamnaya e dei Troiani, dei Germani e degli Slavi, dei Bulgari e dei Magiari, dei Variaghi e dei Cosacchi, degli Austro-Ungarici e dei Prussiani, cioè dei nostri comuni antenati;

c.pretendere (contro ogni evidenza) che, dopo la IIa Guerra Mondiale, i rapporti internazionali siano stati veramente regolati da un, seppure rudimentale, “diritto internazionale”,  seppure tagliato su misura per gli Stati vincitori (vedi Consiglio di Sicurezza), ignorando  invece , e gli effetti dei macroscopici dislivelli militari, demografici, tecnologici, economici e culturali, e le molte autorevolissime “dissenting opinions” contro la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’ Uomo (della Società Antropologica Americana, dell’Unione Sovietica, della Cina Nazionalista e dell’Arabia Saudita).

L’esistenza di un siffatto “diritto internazionale” non ha infatti impedito i più scandalosi abusi sostanziali, come ad esempio il saccheggio delle risorse mondiali, l’imposizione di regimi fantoccio ( come quelli dell’Europa dell’ Est, dello Shah e dell’America Latina), l’invasione pura e semplice di Paesi “alleati”, come l’Ungheria, lo smembramento di Stati come la Serbia e il Sudan, stragi come quelle in Ruanda e Cambogia, i privilegi abnormi nei Paesi satelliti (come ad esempio l’impunità per la CIA, il Mossad e il KGB, le “Extraordinary Renditions”…)

2)America ed Europa in rotta di collisione

Anche i ciechi e i sordi hanno capito che, oramai, Europa e America percorrono strade divergenti, come scrivono tutte le grandi firme dei grandi giornali.

Ma qui  sono carenti tanto le spiegazioni, quanto le conclusioni. Secondo l’Amministrazione americana, che ha trovato un’efficace espressione nell’ intervento del Vice-Presidente Vance all’annuale conferenza di Monaco sulla sicurezza, sarebbe stata l’Europa ad essersi allontanata dal comune sentire occidentale, che, sostanzialmente, sarebbe, per lui, quello del 2° dopoguerra –  cattolicesimo tridentino, Gladio e “white privilege”-, a cui bisognerebbe ritornare per “Make America Great Again”- Secondo Vance, l’Europa di oggi sarebbe invece un’estensione transatlantica dell’ odiato movimento “woke”, da stroncarsi con le maniere forti già usate contro l’aborrita controparte americana.

Secondo il “mainstream” europeo, sarebbe invece proprio l’America di Trump ad essersi allontanata dalla sua tradizionale missione di paladina dello “Stato di Diritto” (in cui si fanno acriticamente rientrare anche cose fra loro lontanissime, come la “democrazia”, il “diritto mite” e il pietismo del Cristianesimo secolarizzato).

Riteniamo più azzeccata la tesi secondo cui quella di Trump non è una politica nuova, bensì “ la quintessenza della politica tradizionale americana”, quella delle Streghe di Salem, del “Trail of Tears” dei Nativi americani, della Tratta Atlantica, della repressione dei cattolici del Québec, dell’ acquisto della Luisiana e dell’ Alaska  con business non chiari finanziati da banche europee ( con cui furono ceduti anche  i loro abitanti, ovviamente non consultati, come si vorrebbe fare oggi con gl’Inuit); della conquista manu militari de Grandi Laghi e della Nueva Espana, della bomba atomica, di Gladio, delle guerre di Corea e dell’ Afghanistan, dei Regime Changes a Cuba, in Iran, a Panama, ad Haiti, in Cile, in Brasile, in Iraq, in Afghanistan,..

L’unica novità di Trump, che rende furiosi un po’ tutti, è quella di perseguire quelle politiche tradizionali USA in un modo esplicito, senza la tradizionale ipocrisia puritana. Il che smaschera tanto i trumpiani nostrani, che per motivi elettorali vorrebbero accreditarsi come “moderati”, quanto, soprattutto, gli “anti-trumpiani”, che si vedono sbugiardati dalla loro “Nazione-Guida”, la quale sta rivendicando apertamente le soperchierie perpetrate nella sua storia, in modo “bipartisan”, da tutti i suoi politici del passato, a cominciare da Washington, da Wilson, da Roosevelt, da Kennedy, da Obama e da Biden.

Quanto all’ Europa,  la causa del suo divergere dall’America di oggi, quella della dittatura dei GAFAM e del Tecno-fascismo, è l’incomprimibile substrato culturale umanistico ed elitario, che, per quanto represso e snaturato nei secoli, continua ad aleggiare come uno spettro sulla nostra “Waste Land”:Omero, Socrate, la tragedia, la lirica greca e medievale,Marco Polo,Averroè, Maimonide,  Dante, Machiavelli, i Gesuiti, Montesquieu, Mozart, Voltaire, Goethe, De Maistre, Leopardi, Foscolo, Beethoven,Carlyle, Pushkin, Dostojevskij,Freud, Jung, Wittgenstein, Heisenberg, De Finetti, Heidegger, Sol’zhenitsin:i “Gute Europaeer” di Nietzsche

Dal punto di vista politico, il migliore prodotto di questa diversità è il pacchetto di legislazione digitale, che non per nulla è, con la Groenlandia, il principale oggetto della contesa euro-americana.

3)La politica MAGA come violazione del senso del limite

Perciò, quando Ezio Mauro denunzia, delle politiche di Trump, la violazione del “senso del limite”, non potrebbe, a rigore, esimersi dall’ estendere questa critica anche all’ intera storia dell’America: la “Frontiera Mobile” che va verso il “Destino Manifesto” di dominio mondiale. Cosa ch’egli non fa, per timore reverenziale del nostro “mainstream” verso l’essenza dell’ America.

Quest’ultima è infatti caratterizzata, come scriveva giustamente Huntington, dalla“Dissidence of Dissent”: i Puritani estremisti (la “Congregazione di Scrooby”)che, non tollerando, e non essendo a loro volta tollerati, né dagli Episcopaliani, né dai Calvinisti, né tanto meno dal Re d’Inghilterra, emigrarono in America sul Mayflower, dove tentarono d’imporre il loro credo (il “Mayflower Compact”)perfino ai pochi, renitenti, compagni di viaggio, per poi instaurare in America una teocrazia intollerante che si sarebbe scatenata contro le “Streghe di Salem”. Nel contempo, a Londra, Ruggero Bacone scriveva, da un lato, lo statuto della colonia americana di Terranova, e, dall’ altro, il progetto tecno-utopistico della Nuova Atlantide: due anticipazioni dell’America moderna.

Il motivo del disaccordo della Congregazione di Scrooby nei confronti degli altri Protestanti è che essi pretendevano un’applicazione puristica del Cristianesimo, che nessun altro intendeva sottoscrivere. In effetti, il Cristianesimo, non diversamente  dall’Ebraismo, dal Confucianesimo, dal Buddismo, dall’Induismo e dall’ Islam, ha fatto proprio, nel corso dei secoli, nella sua maggioranza, quell’orrore per la hybris, che animava già le culture classiche, e, in particolare, la tragedia greca. Confucio, Valmiki, San Paolo, Sant’ Agostino, Maimonide e Rabbi Loew, avevano tutti chiaro il senso del limite, e ne ispiravano le loro opere.

“Hybris” che si esprimeva innanzitutto nelle eccessive ambizioni della tecnica e della politica, da Prometeo a Dedalo, da Serse ai Manichei, dall’Ulisse dantesco al Golem.

Secondo Mauro, questa violazione del limite sarebbe propria della “destra”, ed è qui che la distinzione destra-sinistra mostra  di essere inadeguata a descrivere i problemi del nostro tempo. Come noto, i termini “Destra” e “Sinistra” denotavano due posizioni, all’ interno della Rivoluzione Francese, all’ Assemblea Costituente. Orbene, dal punto di vista di chi, come noi,  seguendo in ciò una tradizione ormai consolidata (Sorel, Sternhell) nega ogni validità, almeno oggi, a tale distinzione, ambedue le fazioni apparentemente contrapposte sono state in realtà portatrici parallele di questa hybris della Modernità, che la sta facendo degenerare in Trans-Umanesimo. Basta leggere le opere di Saint-Simon, di Weber e di Voegelin per comprendere che, tanto i Giacobini, quanto i Girondini; i Democratici e i Repubblicani; i Trockisti come gli Stalinisti; i Monarchici come i Socialisti Nazionali, hanno perseguito, con sfumature diverse, un solo Progetto Incompiuto della Modernità, quale enunziato da Lessing (Condorcet), Saint-Simon (Enfantin), Marx (Fiodorov) e Rostow (Eleanor Roosevelt). Vale a dire diverse, ma speculari, forme di “Nuova Società Organica” (cioè il totalitarismo).

Non c’è chi non veda che tale Progetto Incompiuto della Modernità,   che riprende quasi alla  lettera le opere di Bacone, Saint-Simon, Marx e Fiodorov, viene portato avanti oggi dai guru dei GAFAM  alleati di Trump (in primis,  Kurzweil, Thiel e Musk).

4)La tirannide trumpiana

In ogni caso – ha ragione Mauro- è sempre più grottesco continuare a chiamare “democrazia” un siffatto sistema politico dell’Occidente, basato sulle trame di una decina di moderni stregoni e di un autocrate megalomane, che si sforzano senza infingimenti di portare il mondo intero sotto il loro controllo diretto (l’”America-Mondo”). Basta guardare all’atteggiamento di Trump negli USA, con la creazione a tappe forzate dell’ICE (una milizia quasi privata con licenza di uccidere), in Europa, con la presa di controllo sulla Groenlandia e il bando contro il Commissario Breton; in Palestina, con il Progetto di Gaza, e  in Venezuela con la presa di controllo mafiosa sui pozzi di petrolio e sulle petroliere, escludendo le autorità locali e rapendo perfino  il suo Presidente con pretesti inconsistenti.

Certo, l’atteggiamento dell’attuale Amministrazione è una forma di “Hybris”, ma non così come la descrive, su “La Stampa”, l”ateo”Maggiani. L’idea che , in America, “essere contro la democrazia viene visto come essere contro Dio” era stata espressa già da Tocqueville dopo il suo famoso viaggio in America, ed era l’atteggiamento dei predicatori puritani. Questa era la “hybris” della “Dissidence of Dissent”. Trump, nel  combattere lo spirito puritano, e quindi anche i suoi mantra del diritto internazionale e della democrazia, si schiera di fatto anche contro una parte delle pretese messianiche puritane (anche se traspare il permanere della presunzione della della “Nazione Indispensabile”). Egli è quindi nun reprobo anche di fronte a un’ampia corrente della  tradizione puritana, ma, proprio perquesto, può perfino svolgere, ai nostri occhi, una funzione positiva, come quella da Goethe attribuita a Mefistofele nel Faust, o degli innumerevoli autori contemporaneamente nichilisti e antimoderni, come  Baudelaire, Nietzsche, Horkheimer e Adorno. Tanto più che, come noto, la tendenza verso l’accentramento  (che Trump porta a livello mondiale), è presente ovunque come effetto  della “Società delle Macchine Intelligenti”, capaci di gestire la complessità crescente grazie alle loro infinite connessioni. Questa rete di connessioni diviene un grande cervello pensante, che gestisce i grandi spazi  e tende a unificarsi a livello mondiale. La lotta per la libertà è quella contro tale inedito “Stato Mondiale” in

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