Verso le Elezioni del 2024: I Partiti Europei nella Tempesta

QUARTA DI COPERTINA

L’”accelerazione della Storia” che sta caratterizzando la prima parte del Secolo XXI°, ha portato all’ attenzione generale temi fondamentali per il nostro futuro, che politica, cultura ed opinione pubblica tendono a sottovalutare, sommersi come sono da un eccesso d’informazione e di propaganda.

Fra questi, la centralità dell’Intelligenza Artificiale, l’incombere della guerra nucleare, il “ritorno degl’Imperi”, la “fine delle grandi narrazioni”, la decadenza dell’ Europa.

Ultimamente, si è evidenziato soprattutto il tema dell’ingovernabilità dell’Europa Occidentale, accelerata dall’obsolescenza dei filoni culturali e politici del Novecento.

Gli esiti delle elezioni e delle crisi politiche succedutesi, in pochi mesi, in 7 Stati europei, hanno ricordato a tutti la gravità della situazione.

La lentezza esasperante del processo di integrazione dopo l’Euro, gli allargamenti e i referendum sulla Costituzione, costituisce un ulteriore motivo d’ ingovernabilità in un momento in cui, invece, si richiederebbe la massima resilienza dell’Europa di fronte all’accelerazione della Storia.

Con la Conferenza sul Futuro dell’Europa, si sarebbe voluto fare ripartire il processo costituente interrotto quindici anni dai referendum francese e olandese. Purtroppo, invece, tanto per l’incongruenza dell’impostazione iniziale, quanto per il sopraggiungere della pandemia e della guerra, la Conferenza si è conclusa, come constatato dal Presidente Mattarella, “in modo grigio”.

Si attende ora il rilancio del processo, che, però, presuppone una profonda riflessione, fra il movimento europeo e i partiti europei, circa le obiettive ragioni dell’arenarsi del processo e dell’indebolirsi del ruolo dei partiti. Questo, al fine di mettere a fuoco natura e obiettivi dell’integrazione all’ inizio del XXI secolo, così pure come la ragion d’essere dei partiti europei nella loro configurazione attuale.

Questo documento mira a fornire al movimento europeo, ai partiti, alle associazioni e ai cittadini, elementi di conoscenza e riflessione circa i temi di cui sopra, in uno spirito di ricerca senza pregiudizi, e, ove possibile, di provocazione, con la volontà di suscitare una qualche reazione, che ci porti al riavvio di un processo costituente, non inquinato da vecchi pregiudizi, connivenze e inerzie.

SECONDA DI COPERTINA

L’Associazione Diàlexis ha, oramai, alle spalle una lunga serie di esperienze nella promozione della cultura e del dibattito nel territorio delle Alpi Occidentali. Nata nel 2006 con l’organizzazione, nella sede della Regione Piemonte, della mostra “Immagini e Riflessione per i 50 anni dei Trattati di Roma”, essa ha curato, in tutti questi anni, la commemorazione della Dichiarazione Schuman, i “Cantieri d’ Europa” al Salone Internazionale del Libro di Torino e nonché la collana Diàlexis della Casa Editrice Alpina, e in particolare, all’ interno di questa, i Quaderni di Azione Europeista, giunti oramai al loro quindicesimo anno.

In particolare, ha editato opere dedicate alla transizione digitale, alla politica estera e di difesa, ai partiti europei, ai progetti europei nella Resistenza, all’euro-regionalismo, alla crisi ucraina.

Dal 2020, ha ereditato la gestione di tutte le collane di Alpina, occupandosi in particolar modo delle politiche tecnologiche dell’Europa.

L’evoluzione della situazione geopolitica rende sempre più necessaria la presenza di soggetti sociali come Diàlexis, che catalizzano il dibattito sull’integrazione europea anche in tornanti estremamente difficili, quando i politici, l’accademia e i media, e le stesse Istituzioni europee, sembrano affaccendati intorno a tutte altre questioni: la guerra, la NATO, la crisi economica, le politiche memoriali…

Alpina si indirizza dunque al territorio, al Movimento Europeo, ai partiti e alle Istituzioni, affinché si concentrino sulle prossime elezioni europee, da cui ci separano meno di due anni.

RICAPITOLAZIONE E RETTIFICA DEL PROGRAMMA DELLE PRESENTAZIONI AL SALONE DEL LIBRO (Salone In e Off)

SALONE DEL LIBRO DI TORINO 2022

PROGRAMMA “CANTIERI D’ EUROPA”

SALONE IN

21 maggio, Lingotto,

Sala Arancio,ore 12.15

UN PONTE FRA EST E OVEST

PRESENTAZIONE DEL LIBRO: UCRAINA; NO A UN’INUTILE STRAGE 

 Con: Virgilio Dastoli,Riccardo Lala, Marco Margrita Alessio Stefanoni, Enrico Vaccarino

Attenzione: le credenziali Zoom sono state cambiate:

Ora: 21 mag 2022 12:00 AM

Entra nella riunione in Zoom

https://us06web.zoom.us/j/81381685241

ID riunione: 813 8168 5241

Sabato 21 maggio Centro Studi San Carlo, Via Monte di Pietà 1, ore 15.00

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE  NEI GIORNI  DEL CONFLITTO UCRAINO

PRESENTAZIONE DI: “ INTELLIGENZA ARTIFICIALE E AGENDA DIGITALE”, PENSARE PER PROGETTARE IL FUTURO

Con: Marcello Croce, Ferrante De Benedictis,Riccardo Lala,Marco Margrita, Enrica Perucchietti

Entra nella riunione in Zoom
https://us06web.zoom.us/j/89121340117?pwd=ajFZQ3NEdnlaWDVkUVEvRTAvTzdJZz09

ID riunione: 891 2134 0117
Passcode: 997292

Domenica, 22 Maggio,

Casa del Quartiere  di San Salvario, Via Morgari 10, ore 16.00

GALIMBERTI E CHABOD:

L’IMPRONTA DELLE ALPI OCCIDENTALI SU RESISTENZA ED EUROPA

DAL PASSATO AL FUTURO DELL’ EUROPA

PRESENTAZIONE DEL LIBRO: PROGETTI EUROPEI NELLA RESISTENZA

 Con Pier Virgilio Dastoli, Marcello Croce, Marco Margrita. Aldo Rizza, Alessio Stefanoni

Entra nella riunione in Zoom
https://us06web.zoom.us/j/86298136839

ID riunione: 862 9813 6839

PROGRAMMA “CANTIERI D’ EUROPA” 2022

9-10 MAGGIO

GIORNATA CONCLUSIVA DELLA CONFERENZA SUL FUTURO DELL’ EUROPA

Il 9 maggio, le Istituzioni europee hanno presentato al Parlamento Europeo le conclusioni della Conferenza sul Futuro dell’Europa,che si è svolta fra il 2021 e il 2022, nel 72° anniversario della Dichiarazione Schuman e della fine della Seconda Guerra Mondiale.

Subito dopo, la nostra Associazione ha commentato, al Centro Studi San Carlo di Torino, con il professor Pier Virgilio Dastoli, Presidente del Comitato del Movimento Europeo in Italia, i risultati della giornata, aprendo poi un dibattito fra i soci e con gl’intervenuti, dibattito   i cui esiti riportiamo nel prosieguo di questo post. Con il Professor Dastoli,  si è discusso in particolare delle modalità concrete per proseguire l’attività riformatrice, soprattutto coinvolgendo la società civile, i partiti e le loro fondazioni. Si è parlato soprattutto delle fondazioni Martens e Degasperi, del cui comitato scientifico Marco Margrita fa parte

Certamente, la situazione creatasi con la Guerra in Ucraina ha sottolineato l’urgenza di rispondere alle molte questioni sollevate dai cittadini durante la Convenzione.

In particolare, come noto, il Presidente Macron, padrone di casa della riunione finale al Parlamento di Strasburgo,

Tutto ciò sarà sviluppato nelle tre presentazioni di libri in programma da parte dell’Associazione Culturale Diàlexis il 21 e 22 Maggio al Salone del Libro di Torino.

Il 10 maggio, si è svolta poi a distanza , a cura del Movimento Europeo, una riunione della Piattaforma italiana della conferenzadestinata a valutare l’esito della Conferenza.

Il tutto in un momento drammatico, segnato dalla guerra in Ucraina, a cui non ci sembra che la Conferenza abbia risposto in modo soddisfacente (se non altro perché la guerra non era prevista, anche se molto prevedibile).

Anzi, le conclusioni della Conferenza sono state considerate così poco pertinenti dallo stesso establishment, che, tanto il padrone di casa Macron, quanto  gli altri governi europei, sono partiti immediatamente a discutere di un eventuale seguito dedicato proprio e soltanto agli importanti temi esclusi dalla Conferenza. Per fortuna, tutti sembrano caldeggiare una qualche forma di prosecuzione dei lavori, vuoi sotto la forma di una nuova Convenzione per la modifica dei Trattati, vuoi sotto quella di una lotta politica per inserire i temi europei nei programmi delle prossime elezioni, sicché avremo tutto il tempo per rimediare alle carenze della Conferenza, attraverso adeguate attività pubblicistiche, di cui le presentazioni al Salone costituiscono una premessa.

In questo senso, il nostro volume “Progetti Europei nella Resistenza, Un primato italiano”(Presentazione 22 maggio, Casa del Quartiere San Salvario, ore 16) può fornire un indispensabile contributo, mostrando come già 75 anni fa, nel cuore della Seconda Guerra Mondiale, l’Italia, e, innanzitutto, l’area alpina piemontese e valdostana avesse, a questo proposito idee ben più chiare degli apprendisti riformatori di oggi, che si richiamano abusivamente a quelle persone e a quelle idee, mentre ne costituiscono più spesso un tradimento.

D’altro canto, il Presidente Macron, nell’ ospitare la cerimonia a Strasburgo, è stato anche il primo a lanciare temi nuovi (dalla modifica dei Trattati, alla “confederazione” pan-europea, alla trattativa con la Russia), legittimando tutti a fare nuove proposte. Anche qui, l’Associazione Culturale Diàlexis aveva già dato un suo, a nostro avviso, fondamentale e profetico contributo con il nostro quaderno 3-2014 sulla prima guerra in Ucraina, che ripubblichiamo quasi integralmente sotto un titolo altamente esplicativo: “Ucraina, no a un’inutile strage”(presentazione 21 maggio, Sala Arancio, ore 12,5).

Macron ha riproposto la “Confederazione” delle Assise di Praga (1989)

1.Un po’ di storia della Conferenza

I cittadini europei hanno dunque elaborato 49 proposte di riforma dell’Ue. Inizio modulo

Sono stati coinvolti  attraverso una piattaforma multilingue dove ogni cittadino poteva caricare le sue idee e proposte, stimolando eventi nei ventisette Paesi. Poi, 800 cittadini estratti a sorte (la cosiddetta “democrazia deliberativa”) sono stati i diretti protagonisti del dibattito pan-europeo che ha riguardato diverse tematiche, dal cambiamento climatico alla migrazione (ma, come vedremo, non quelle essenziali).  

I cittadini erano stati divisi in 4 “panel” (200 membri ciascuno) elaborando una prima serie di 178 raccomandazioni. Quindi, 80 “ambasciatori” (20 per ogni panel) si sono uniti a eurodeputati, parlamentari degli Stati membri, rappresentanti delle istituzioni Ue, dei governi nazionali e della società civile (che hanno evidentemente orientato la Conferenza nel senso voluto dal vertice): la plenaria della Cofoe così composta ha dunque elaborato una relazione finale contenente 49 proposte. Tale relazione, nella speranza dei fautori della Cofoe, dovrà fungere da base per il lavoro legislativo di Commissione, Parlamento e Consiglio nei prossimi anni. Ciascuna istituzione esaminerà nel dettaglio il contenuto concreto delle proposte, valutando caso per caso cosa può essere fatto a trattati vigenti e capire come farlo. Il Parlamento, la settimana scorsa, ha annunziato l’imminente attivazione dell’articolo 48, con cui intende incaricare il Consiglio del lancio di una convenzione per avviare la revisione delle leggi fondamentali dell’ Unione.

Immediatamente si è formato un fronte di oppositori, composto da 13 Paesi (Bulgaria, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia e Svezia), cui potrebbero aggiungersene altri (magari l’Ungheria), che mettono in discussione questa interpretazione dei risultati della Conferenza: “Mentre non escludiamo alcuna opzione in questa fase, non sosteniamo i tentativi sconsiderati e prematuri di lanciare un processo verso il cambiamento del trattato”, si legge nel documento. Concludendo in modo molto discutibile: “Abbiamo già un’Europa che funziona. Non abbiamo bisogno di precipitarci in riforme istituzionali per ottenere risultati”.

Come commentato dal Professor Dastoli nella riunione della piattaforma italiana, anche se venisse avviato, il processo di riforma eventualmente innescato dall’avvio di una Convenzione potrebbe rimanere incagliato per anni: del resto, ce ne sono voluti diversi per sbloccare il contenuto del Trattato di Lisbona, e con la guerra alle porte dell’Europa e i costi della vita che schizzano alle stelle non sono poche le cancellerie insofferenti a sedersi al tavolo delle riforme istituzionali.

Eppure, come abbiamo avuto modo di ricordare alla piattaforma italiana, quelle azioni a cui ci invitano a partecipare i politici sul piano internazionale, come “fornire una garanzia all’ Ucraina”, creare una “Comunità Politica Europea”, “non umiliare la Russia”, si traducono tutti nella riscrittura dell’ intero impianto dei trattati esistenti (l’Organizzazione Europea, come l’ha definito l’On.le Gozi), non solo quelli europei, ma anche quelli NATO, OSCE, anti-nucleari, ecc…

Un compito immane, per cui non basterà neppure una Convenzione, ma che richiederà un vero movimento europeo rivoluzionario, che sappia travolgere vecchi schemi obsoleti nati in situazioni ben diverse da oggi.

Come non si stanca di affermare lodevolmente un numero crescente di pubblicisti e di personaggi pubblici (ricordo qui solo Carlo De Benedetti, Barbara Spinelli e Maurizio Belpietro…), l’andamento del conflitto ucraino  mostrerebbe infatti in un modo sempre più chiaro l’ urgenza di una svolta della storia dell’ Europa, che la liberi dalla sudditanza verso l’ America, la quale si sta rivelando più esiziale che mai, con la sua deliberata volontà di prolungare la guerra, d’imporre abusivamente alla NATO i propri diktat (che è solo uno fra i tanti alleati), e di far pagare all’ Europa il peso delle assurde sanzioni che paradossalmente giovano molto alla Russia, alla Cina e all’ Iran (incrementando il prezzo dei prodotti petroliferi ne favorendo l’”import substitution”),ma  indebolendo invece ulteriormente la capacità dell’ Europa di fare concorrenza all’ America.

Quindi, se una riforma dell’Europa s’impone, questa non dovrebbe andare verso un’imitazione crescente dell’America , bensì verso quell’ “Europe- Puissance” teorizzata da Giscard d’Estaing e richiamata ancora l’altro ieri da Macron, ma che in realtà né l’uno, né l’altro, hanno mai seriamente perseguito. Per non parlare del Governo Draghi, che mira a qualificarsi come il migliore alleato dell’America, così bravo, per l’affermazione stessa del presidente Biden, da avere realizzato la diversificazione energetica dell’ Italia “meglio di quanto avrebbe fatto Biden stesso”. In realtà, il suggerimento dato da Draghi alla Yellen di sequestrare i ricavi presso la Banca russa si sta rivelando per gli Europei un clamoroso autogoal, con l’obbligo di pagare le materie prime in rubli (accettato proprio da Draghi a Washington), a prezzi del 20% superiori a quelli praticati ai Paesi non allineati.

Queste considerazioni preliminari sono confermate dall’esame delle singole “proposte” della Conferenza.

L’idea della pace era già al centro dell’ ideologia imperiale romana

2.Una valutazione d’insieme

Abbiamo letto rapidamente le proposte, riscontrando ch’ esse, purtroppo, non si distinguono un gran che dai dossier già pendenti da decenni presso l’Unione, e mai da questa attuati. Questo deriva dall’impianto stesso della piattaforma, organizzata sulla base dei grandi “filoni” delle attuali attività delle Istituzioni (non già su quella delle esigenze di innovazione del sistema), e dal controllo e manipolazione politiche sulle organizzazioni coinvolte e sulle opinioni espresse. La “Democrazia Partecipativa” si dimostra infatti un tipico strumento di manipolazione, vale a dire l’erede diretto del “Centralismo democratico” del PCUS, che, adesso che in Est Europa non c’è più il comunismo, è migrato presso di noi (quanti leaders oggi “occidentalisti” hanno iniziato la loro carriera nei partiti comunisti orientali e occidentali, o in organismi fiancheggiatori!)

Quanto ai contenuti, le proposte denotano le stesse carenze della politica tecnocratica “mainstream”, volta alla conservazione degli attuali rapporti di potere fra USA ed Europa, GAFAM e società, funzionalismo e post-umanesimo, ignorando invece molte aree prioritarie, e perfino riconosciute tali dal mainstream in occasione della pandemia e della guerra in Ucraina. Non si capisce a che pro fare questo enorme sforzo di mobilitazione, manipolazione e discussione, quando nessuno ha ivi  affrontato alcuno dei grandi temi del pericolo nucleare, della crisi di valori, della dittatura dei GAFAM, della guerra in corso, della decadenza del Continente nel confronto mondiale, della crisi infinita, della disoccupazione giovanile, della deindustrializzazione, della repressione della cultura classica europea, del politicamente corretto…

Purtroppo, si vuole dare (anche con messe in scena trionfalistiche e sorrisini di circostanza), l’erronea impressione che tutto stia già andando nel migliore dei modi, mentre invece manca moltissimo di ciò che veramente servirebbe.

Più in dettaglio, mancano:

Nella Proposta 1, DEMOCRAZIA:

-il divieto  di ogni forma di censura;

-una definizione  della mitica “Rule of Law” secondo non secondo la Common Law, ma secondo il diritto continentale (visto che la Gran Bretagna non c’è più) (“Rechtsstaatlichkeit”? “Principio di legalità”?);

-un richiamo al “Modello sociale renano”, e, in particolare, alla co-gestione e al diritto del lavoro quale “ius activae civitatis”;

-l’indicazione che le liste multi-nazionali si debbono formare sulle questioni europee (federazione, confederazione, Est Europa, Esercito Europeo), non già su slogan vecchi di due/tre secoli (nazione, “diritti”, “welfare”);

-un’applicazione seria delle sentenze Schrems;

-un web europeo, alternativo ai GAFAM;

-l’”Unbundling” dei GAFAM;

-dei campioni europei sul modello di Arianespace ed Airbus;

Nella Proposta 3, RAPPORTI COMMERCIALI E INVESTIMENTI:

-una definizione convincente dell’ “etica” nell’economia contemporanea;

-il rifiuto dell’“esportazione della democrazia”;

Nella proposta 4, CAPACITA’ DECISIONALE:

-i poteri  di un Presidente Europeo quale “Commander in Chief” dell’ Esercito Europeo;

-l’idea francese della “confederazione” (o “comunità politica europea”);

Nella proposta 6, RUOLO DELL’ EUROPA NEL MONDO:

-la sovranità militare europea;

-il rifiuto della propaganda di guerra;

Nella proposta 7, RAPPORTI CON I PAESI TERZI:
-la lotta contro la Società del Controllo Totale;

-l’ideale multiculturale e multipolare.

Ricordiamoci che Ursula van del Leyen al sedicente “Vertice sociale europeo” di Lisbona, aveva detto: “Bisogna cambiare tutto perchè nulla cambi”, aveva detto, citando Tomasi di Lampedusa).Ne deriva un’esorbitante sproporzione nelle priorità politiche della Conferenza, che giustifica il disinteresse generalizzato per la stessa, che va dallo sprezzante commento del Presidente Mattarella (“una conclusione grigia”), al silenzio da parte dei media, per non parlare dell’ignoranza assoluta da parte dei cittadini. Si impone un coinvolgimento forte della società civile, ma anche un allontanamento dal “politicamente corretto”, per tener conto dell’ evoluzione effettiva del mondo contemporaneo.                                                                                                                                    

La buona notizia è che, non avendo la Conferenza concluso molto, ed essendosi, invece, proposto Macron energicamente quale riformatore dell’ architettura dell’ “organizzazione europea”, secondo l’originaria impostazione della Perestrojka (Giovanni Paolo II, Gorbaciov e Mitterrand alle Assise di Praga del 1989), egli ha sostanzialmente riportato indietro di trent’anni il dibattito sul futuro dell’ Europa, delegittimando non solo la Conferenza, ma anche le retoriche “occidentalistiche”, è ora possibile condurre una campagna a tutto tondo a favore di una nuova architettura di sicurezza, della federazione fra Unione Europea e Unione Eurasiatica, sulla base del vecchio principio dei “Due Polmoni”. La mossa è stata talmente spiazzante, che, a pochi secondi di distanza, Draghi ha creduto bene di riposizionarsi, con indubbia abilità manovriera, nel campo dei “Putinversteher”, nel tentativo di sottrarre a Macron il ruolo di negoziatore-capo dell’ Europa.

L’Europa dei popoli

3.I temi trattati nella nostra riunione

Sono stati esaminati i grandi temi del Futuro dell’ Europa:

-L’idea dell’ integrazione nel corso del tempo;

-La divisione dell’Europa;

-I limiti dell’Europa funzionalista;

-Le Conferenza quale ultimo anello nella storia dell’ Integrazione Europea;

-Le criticità dell’Europa attuale di fronte alle sfide del presente e del futuro;

-Una strategia degli Europei per gestire in modo proattivo le trasformazioni in corso.

Alleghiamo alcune slides proiettate durante l’incontro:

L’IDEA DELL’INTEGRAZIONE  NEL CORSO DEL TEMPO

E’ANTICHISSIMA. Risale all’ Impero Romano (Svetonio), al Sacro Romano Impero (De Monarchia, Tractatus Pacis Fiundae, Gran Dessin, Projets pour la paix Perpetuelle, Santa Alleanza, Paneuropa, Progetto Briand, Manifesto di Ventotene,Costituzione Italiana ed Europea di Galimberti)

NEL DOPOGUERRA:COMUNITÀ EUROPEE: Movimento Europeo(1948), Consiglio d’ Europa (1949), Dichiarazione Schuman(1950), Trattati di Parigi (1957), Trattati di Roma (1957)

TENTATIVI DI RIFORMA DELLE COMUNITÀ EUROPEE: Dichiarazione di Copenhaghen sull’Identità Europea (1973), Assise di Praga (1989), Trattato di Maastricht (1992), Trattato di Amsterdam (1997), Convenzione sul Futuro dell’ Europa (2021-2003)

TRATTATO COSTITUZIONALE approvato dalla Conferenza, ma bocciato dagli elettori francesi e olandesi (2005), Trattato di Lisbona (2009)

CONFERENZA SUL FUTURO DELL EUROPA (2019-2022)

LA DICHIARAZIONE SCHUMAN

Viene considerata il momento di avvio dell’integrazione postbellica. In realtà è un documento puramente teorico, che esprime l’applicazione, all’ integrazione europea, del “metodo funzionalistico” (poi adottato in effetti dalle Istituzioni Europee).

Il FUNZIONALISMO: è un movimento culturale (filosofico, psicologico, architettonico, giuridico, politologico, informatico) che sostiene che in ogni campo occorre guardare alle funzioni, che si possono anche trasferire fra substrati diversi)

IL FEDERALISMO: è un orientamento politologico di lungo periodo (dalla Grecia antica, al Medioevo, da Hamilton a Proudhon, dalle Americhe alla Russia, alla Germania e alla Jugoslavia), che mira all’ aggregazione paritetica fra Paesi diversi

IL FEDERALISMO EUROPEO: è un movimento che spinge per il trasferimento di maggiori competenze all’ Unione Europee (Spinelli, Galimberti)

IL FEDERALISMO INTEGRALE: un movimento, ereditato dal costituzionalismo dell’Ancien Régime (Althusius, Montesquieu), che mira a inserire il federalismo territoriale in una pluralità di rapporti federali, di carattere sociale, culturale, economico. (Proudhon, Alexangre Marc, Jovan Djordjecic)

LA CONFERENZA

TEMPISTICHE:La Conferenza sul futuro dell’Europa è un’iniziativa proposta nel 2019, che avrebbe dovuto iniziare il 9 maggio 2020, ma che, a causa della pandemia di COVID-19, era stata rinviata al 9 maggio 2021, nella giornata dell’ Europa, e, infine, prorogata fino ad oggi.

OBIETTIVI:La conferenza avrebbe dovuto servire a rilanciare il progetto dell’Unione Europea, coinvolgendo tutti i cittadini Europei e la società civile, senza non precludere una revisione dei trattati fondanti la stessa UE, considerando anche che l’ultima revisione dei Trattati risale al 2007 con la firma del Trattato di Lisbona.

RESPONSABILI: Dopo mesi di stallo causati dalla pandemia, il 3 febbraio 2021, tutti i 27 Stati membri avevano  accettato la proposta del presidente portoghese António Costa (Presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea) secondo cui la conferenza dovrà essere unitamente organizzata dalle tre principali istituzioni europee (Commissione europeaParlamento europeo e Consiglio europeo) e da un comitato esecutivo.

PIATTAFORMA:E’ stata aperta per un anno una piattaforma digitale in cui i cittadini hanno potuto inserire proposte circa gli argomenti di competenza dell’ Unione, raggruppati in nove tematiche. Abbiamo già una cinquantina di proposte selezionate da appositi comitati, ma si tratta di argomenti marginali, che non affrontano i problemi fondamentali.

Reiteriamo qui di seguito il programma delle presentazioni al Salone del Libro.

SALONE IN

21 maggio, Lingotto, Sala Arancio, 12,15

UN PONTE FRA EST E OVEST 

PRESENTAZIONE DEL LIBRO:

UCRAINA; NO A UN’INUTILE STRAGE

Con: Virgilio Dastoli, Riccardo Lala, Marco Margrita Alessio Stefanoni, Enrico Vaccarino

SALONE OFF 

Sabato 21 maggio Centro Studi San Carlo, Via Monte di Pietà 1, ore 15,00

PRESENTAZIONE DEL LIBRO:

“ INTELLIGENZA ARTIFICIALE E AGENDA DIGITALE”,
PENSARE PER PROGETTARE IL FUTURO

Con: Marcello Croce, Ferrante De Benedictis, Riccardo Lala ,Marco Margrita, Enrica Perucchietti, Roberto Saracco

Domenica, 22 Maggio,

Casa del Quartiere  di San Salvario, Via Morgari 10, ore 16,00

PRESENTAZIONE DEL LIBRO:

“PROGETTI EUROPEI NELLA RESISTENZA”
DAL PASSATO AL FUTURO DELL’EUROPA

Con Pier Virgilio Dastoli, Marcello Croce, Marco Margrita. Aldo Rizza, Alessio Stefanoni

L’IDEA DELL’INTEGRAZIONE  NEL CORSO DEL TEMPO

E’ANTICHISSIMA. Risale all’ Impero Romano (Svetonio), al Sacro Romano Impero (De Monarchia, Tractatus Pacis Fiundae, Gran Dessin, Projets pour la paix Perpetuelle, Santa Alleanza, Paneuropa, Progetto Briand, Manifesto di Ventotene,Costituzione Italiana ed Europea di Galimberti)

NEL DOPOGUERRA:COMUNITÀ EUROPEE: Movimento Europeo(1948), Consiglio d’ Europa (1949), Dichiarazione Schuman(1950), Trattati di Parigi (1957), Trattati di Roma (1957)

TENTATIVI DI RIFORMA DELLE COMUNITÀ EUROPEE: Dichiarazione di Copenhaghen sull’Identità Europea (1973), Assise di Praga (1989), Trattato di Maastricht (1992), Trattato di Amsterdam (1997), Convenzione sul Futuro dell’ Europa (2021-2003)

TRATTATO COSTITUZIONALE approvato dalla Conferenza, ma bocciato dagli elettori francesi e olandesi (2005), Trattato di Lisbona (2009)

CONFERENZA SUL FUTURO DELL EUROPA (2019-2022)

LA DICHIARAZIONE SCHUMAN

Viene considerata il momento di avvio dell’integrazione postbellica. In realtà è un documento puramente teorico, che esprime l’applicazione, all’ integrazione europea, del “metodo funzionalistico” (poi adottato in effetti dalle Istituzioni Europee).

Il FUNZIONALISMO: è un movimento culturale (filosofico, psicologico, architettonico, giuridico, politologico, informatico) che sostiene che in ogni campo occorre guardare alle funzioni, che si possono anche trasferire fra substrati diversi)

IL FEDERALISMO: è un orientamento politologico di lungo periodo (dalla Grecia antica, al Medioevo, da Hamilton a Proudhon, dalle Americhe alla Russia, alla Germania e alla Jugoslavia), che mira all’ aggregazione paritetica fra Paesi diversi

IL FEDERALISMO EUROPEO: è un movimento che spinge per il trasferimento di maggiori competenze all’ Unione Europee (Spinelli, Galimberti)

IL FEDERALISMO INTEGRALE: un movimento, ereditato dal costituzionalismo dell’Ancien Régime (Althusius, Montesquieu), che mira a inserire il federalismo territoriale in una pluralità di rapporti federali, di carattere sociale, culturale, economico. (Proudhon, Alexangre Marc, Jovan Djordjecic)

LA CONFERENZA

TEMPISTICHE:La Conferenza sul futuro dell’Europa è un’iniziativa proposta nel 2019, che avrebbe dovuto iniziare il 9 maggio 2020, ma che, a causa della pandemia di COVID-19, era stata rinviata al 9 maggio 2021, nella giornata dell’ Europa, e, infine, prorogata fino ad oggi.

OBIETTIVI:La conferenza avrebbe dovuto servire a rilanciare il progetto dell’Unione Europea, coinvolgendo tutti i cittadini Europei e la società civile, senza non precludere una revisione dei trattati fondanti la stessa UE, considerando anche che l’ultima revisione dei Trattati risale al 2007 con la firma del Trattato di Lisbona.

RESPONSABILI: Dopo mesi di stallo causati dalla pandemia, il 3 febbraio 2021, tutti i 27 Stati membri avevano  accettato la proposta del presidente portoghese António Costa (Presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea) secondo cui la conferenza dovrà essere unitamente organizzata dalle tre principali istituzioni europee (Commissione europeaParlamento europeo e Consiglio europeo) e da un comitato esecutivo.

PIATTAFORMA:E’ stata aperta per un anno una piattaforma digitale in cui i cittadini hanno potuto inserire proposte circa gli argomenti di competenza dell’ Unione, raggruppati in nove tematiche. Abbiamo già una cinquantina di proposte selezionate da appositi comitati, ma si tratta di argomenti marginali, che non affrontano i problemi fondamentali.

La crisi ucraina nasce con il “Fuck Europe”
di Victoria Nuland

I LIMITI DELL’EUROPA FUNZIONALISTA

ELUSIONE DELLA CULTURA

OCCIDENTALISMO

SUBORDINAZIONE ALLE IDEOLOGIE SETTE-OTTOCENTESCHE

LA DIVISIONE DELL’ EUROPA

IL FALLIMENTO DELLA CASA COMUNE EUROPEA

IL FALLIMENTO DELLA CONVENZIONE E DELLA CONFERENZA

FALLIMENTO DELLA CONFEDERAZIONE DEGLI STATI INDIPENDENTI E DELL’UNIONE EURASIATICA ;YALTA NON E’ FINITAL’EUROPA

I progetti europei nella resistenza

“E’ ormai quasi un luogo comune affermare che l’Unione Europea sia nata dalla Resistenza.
Quest’affermazione è certo estremamente imprecisa, perché, a quella nascita, hanno contribuito molti elementi storici e culturali, fra cui gli effetti indotti dall’unificazione militare sotto l’Asse, l’opera di potenze extraeuropee e delle cancellerie europee. Tuttavia, nessuno può negare che molte delle idee su cui sono state fondate, prima, le Comunità Europee, e, poi, l’Unione, pur essendo il portato di un’evoluzione millenaria, si sono concretizzate in gran parte sotto l‘impulso di un pugno di personalità politiche impegnate in movimenti antifascisti -spesso, nella Resistenza vera e propria, e che alcuni di questi precursori, come Galimberti, Chanoux e Colorni, furono dei veri martiri combattenti.
E’ interessante notare come, fra quei pochi, un ruolo assolutamente prevalente sia stato esercitato da Italiani: Spinelli, Rossi, Colorni, autori del Manifesto di Ventotene; Galimberti e Repaci, della Costituzione confederale europea e interna; Chabod e Chanoux, della Dichiarazione di Chivasso e di Federalismo e autonomie.

ISBN: 978-88-95657-16-5

Disponibile in brossura (14,00 €) o in e-book (6,90 €)

Ucraina: no a un’inutile strage

SONO USCITI I DUE NUOVI NUMERI DELLA COLLANA “QUADERNI D’AZIONE EUROPEISTA”

“La guerra in Ucraina sta mettendo in moto una spirale di conflitti e di violenze che, cumulandosi con una situazione internazionale sempre più pesante, può innescare una vera e propria guerra mondiale.
L’Unione Europea, che ha il merito di aver contribuito, negli ultimi sessant’anni, al mantenimento della pace in Europa, si sta rivelando, anche a causa di certi suoi limiti, sempre meno all’altezza di far fronte ai compiti via via più impegnativi che la storia e i suoi stessi cittadini sembrerebbero attribuirle.
L’atteggiamento preconcetto verso i popoli europei orientali, l’arroganza di chi non vuole riconoscere i propri errori, e l’ansia di compiacere a tutti i costi gli alleati americani, stanno impedendoci di vedere ciò che accade sotto i nostri stessi occhi, sicché, anziché comprendere le eccezionali opportunità di questo momento storico, rischiamo di trasformarle colpevolmente in gravissimi rischi.
L’Unione Europea quale la vediamo oggi non ha purtroppo alcun progetto per il futuro proprio, dell’ Ucraina e/o della Russia, lasciando semplicemente che si scontrino, in terra europea, i progetti altrui.
Salvare l’Europa dall’ Euroscetticismo significa anche studiare, dibattere, costruire, difendere, una nuova forma dell’integrazione dell’Europa, che, né si arresti, come vorrebbero gli Euroscettici, né prosegua all’impazzata, bensì trovi il suo naturale completamento in una confederazione “da Brest a Vladivostok”, come l’avevano immaginata, fa gli altri, personaggi diversissimi fra di loro come Blok, De Gaulle, Gorbaciov e Mitterrand, e come sarebbe in realtà già perfino nello spirito istitutivo implicito nelle organizzazioni internazionali regionali, dall’OCSE, al Consiglio d’ Europa, al Partenariato UE-Russia e al Consiglio NATO-Russia.
La presente ristampa del Quaderno 3-2014 ha l’ambizione di “cantare fuori dal coro”, presentando voci non conformiste, che pongono in evidenza fondamentali, anche se misconosciuti, aspetti del rapporto Europa-Russia-Ucraina

ISBN 978-88-95657-14-1
Disponibile in brossura (14,00 €) o in e-book (6,90 €)

ATTENZIONE!

IL MEETING DI DOMANI E’

AL CENTRO STUDI SAN CARLO

VIA MONTE DI PIETA’ 1, Torino

Tel.3357761536

Le credenziali per lo zoom sono:

SALONE DEL LIBRO DI TORINO 2022 PROGRAMMA “CANTIERI D’ EUROPA”

INCONTRO INTRODUTTIVO

9 MAGGIO 2022, ORE 15,30-18,30

Credenziali per collegamento zoom:

Alpina Diàlexis ti sta invitando a una riunione pianificata in Zoom.

Argomento: CANTIERI D’EUROPA 2022 // Lunedì 9 Maggio ore 15:00
Ora: 9 mag 2022 03:00 PM Torino (TO)

Entra nella riunione in Zoom
https://us06web.zoom.us/j/85868889952?pwd=YnpOK3NQTWFDMTFFZDU0OGJWdnNodz09

ID riunione: 858 6888 9952
Passcode: 673415

Domani,il 72°anniversario della Dicharaziomne Schuman, le Istituzioni Europee comunicheranno le conclusioni della Commissione, mentre in Ucraina imperversa la guerra.

Questo è il momento di riflettere seriamente con il Presidente del Movimento Europeo sullo stato di avanzamento dell’integrazione europea e sui pericoli del momento.

Domani alle 15,30, Vi aspettiamo, in Via Monte di Pietà 1, 1° piano (centro Studi san Carlo), o su zoom.

A presto!

Cantieri d’Europa 2020: il salone virtuale

Quest’anno, il Salone del Libro è caduto proprio in coincidenza con la crisi del Coronavirus.

Per questo motivo, se si farà, si dovrà fare in autunno.

L’Associazione Culturale Diàlexis non ha alcuna intenzione di lasciar cadere questa tradizione, che aveva portato Alpina e Diàlexis, nel 2019, a realizzare, insieme alla Commissione Europea in Italia e al Movimento Europeo, tra “Salone In” e “Salone Off”, ben otto manifestazioni, con la presentazione di quattro novità librarie. Se quest’anno ci sarà il Salone, saremo presenti nuovamente con quattro novità.

Tuttavia, l’innovazione principale sarà costituita da una serie di manifestazioni virtuali, più consone alla situazione che sarà comunque dominata dal tema della pandemia, e comunque da assumere come una opportunità per sviluppare un nostro ecosistema digitale.

In questo contesto effettueremo presentazioni digitali e diffusione di testi sotto forma di blog.

Partiamo dalla considerazione che, quest’anno, ricorrono contemporaneamente

  • il duemilacinquecentesimo anniversario della battaglia delle Termopili (data incerta fra Agosto e l’inizio di settembre),
  • il 70° anniversario della Dichiarazione Schuman (come sempre, il 9 Agosto), e
  • la data del previsto inizio della Conferenza sul Futuro dell’ Europa.

Ne consegue che ha un senso sviluppare un programma digitale scaglionato nel periodo che intercorre fra il 9 maggio e la data del Salone “fisico”, durante il quale tratteremo tutti questi argomenti.

ES PATRIDA GAIAN

La ricerca delle antiche identità dei grandi spazi intercontinentali, la necessità di riforma della UE,. Gli sconosciuti effetti della Brexit, la Via della Seta e l’irrompere dell’informatica linguistica sollevano una serie di questioni esistenziali per la politica linguistica in Europa. Le risposte possono essere le più svariate: la rivalutazione, e perfino il riuso, delle lingue classiche, l’uso come lingua veicolare, dell’ Inglese, o, invece, la sua abolizione quale lingua dell’ Unione, l’ Esperanto, lo studio di lingue non europee.

Quest’opera riunisce i contributi di specialisti di traduzione, di federalismo, di diritto europeo, di lingue programmate e di lingue orientali, cercando di dipanare questa matassa sempre più intricata.

Data di pubblicazione 2019 pag.256

Prezzo € 20, ISBN 978-88-95657-14-1

E’ USCITO IL NUOVO NUMERO DELLA COLLANA “QUADERNI D’AZIONE EUROPEISTA”

DISPONIBILE DA OGGI IN BROSSURA E E-BOOK (STREETLIB)

Pag 370  € 24,00     –       E-book  €6,99
Il sempre crescente predominio della tecnica dispiegata, che si manifesta innanzitutto sotto la forma della disoccupazione tecnologica, rende oramai inevitabile un controllo rafforzato, da parte di tutti gli stakeholders, sulle interrelazioni fra l’ uomo e la macchina, con approcci nuovi, tanto rispetto alla vecchia contrapposizione lavoro-capitale, quanto nei confronti di concezioni formalistiche della partecipazione dei lavoratori che sono oramai  sempre più incompatibili con i nuovi aspetti dell’ organizzazione del lavoro.
Il modello sociale europeo e il pensiero sociale cristiano, spregiati e negletti negli ultimi decenni, potrebbero fornire, meglio ancora che non i paradigmi pragmatistici e post-umanistici oggi in voga, idee innovative, fondate sul rinnovamento e il potenziamento dell’umano a partire dall’ irriducibile libertà e imprevedibilità della persona. La critica, da parte dell’Enciclica “Laudato sì”, delle “colonizzazioni culturali”, e le formule di partecipazione nell’impresa collaudate da decenni in Europa Centrale, forniscono basi concettuali da cui partire.
Il libro costituisce un tentativo di sintesi fra discipline troppo spesso disgiunte, quali la teologia, la storia del diritto e dell’economia, le relazioni industriali e la cibernetica.

 

 

E’ USCITO IL n.1 DEL 2015 DEI “QUADERNI D’AZIONE EUROPEISTA”: CORPUS JURIS TECHNOLOGICI

E’ USCITO IL n.1 DEL 2015 DEI “QUADERNI D’AZIONE     EUROPEISTA”:              CORPUS JURIS TECHNOLOGICI

Per un Trattato Internazionale sul controllo delle nuove

copertina Corpus Iuris (1) copia 

Negli ultimi giorni, non fanno che uscire sempre nuove “edizioni speciali” sul tema della Rivoluzione Informatica e del suo impatto, anche immediato,  sull’ Umanità. L’Associazione Culturale Diàlexis può vantarsi di essere stati fra i primi a portare questa materia all’ attenzione generale (“L’Habeas Corpus Digitale, Quaderni di Azione Europeistica, n.1-2014” e “Restarting EU Economy via Knowledge-Intensive Industries, n. 4-2014) .

Per questo, abbiamo appena pubblicato, con la Casa Editrice Alpina, un nuovo Quaderno dedicato a un tema ancora più puntuale: Corpus Juris Digitalis – Quaderno n. 1-2015, che è sostanzialmente l’intervento dell’ Associazione Culturale Alpina nella consultazione  telematica lanciata dalla Camera dei Deputati sulla “Costituzione del Web”.

Un Trattato Internazionale sul Controllo delle Nuove Tecnologie.

Il nostro e.book, come tutti quelli che l’hanno preceduto, non vuol essere una semplice esercitazione letteraria, bensì aspira a costituire un’azione politica concreta.

In questo caso, si è trattato del fatto che la Camera dei Deputati italiana, contemporaneamente a quella francese, sta tentando (a nostro avviso troppo flebilmente), di dare attuazione a quell’ampio, seppur vago, programma di azione legislativa a cui il Parlamento Europeo aveva voluto dare avvio con la sua Risoluzione del 12 Marzo 2014, con la quale esso aveva anche indicato  una specie di cronoprogramma per le varie istituzioni europee e nazionali   (quello che avevamo chiamato “l’Habeas Corpus Digitale”)

Tale programma non viene, a nostro avviso, messo in opera. Al contrario, le varie Istituzioni che sarebbero chiamate ad attuarlo, non solo perseverano negli atteggiamenti antigiuridici del passato, non solo non hanno adottato in tempi tecnicamente utili i provvedimenti promessi per rimediarvici, ma anche, e addirittura, continuano ad approvare emendamenti che svuotano ulteriormente i diritti dei cittadini, incrementando invece quelli dei sistemi di sorveglianza e delle multinazionali del Web.

 

 

Mappatura dei principali rischi informatici

FENOMENO RILEVATO IMPATTI NEGATIVI SOLUZIONI PROMESSE PROVVEDIMENTI ADOTTATI INCONVENIENTI
CONSERVAZIONE INDEFINITA DEI DATI Profilazione degli utenti

Controllo dei cittadini da parte di Stati Esteri

Divieto della profilazione

Creazione dei web europeo

Sentenza della Corte di Giustizia UE. Tuttavia, i nostri dati sono negli USA (e forse anche in Cina)

Progetto Quaero (fallito)

Collegamento atlantico col Brasile (si ignorano i risultati)

Le multinazionali del web posseggono un “doppio” di noi, con cui ci condizionano subliminalmente.

I servizi segreti internazionali hanno la mappatura delle opinioni e abitudini dei cittadini

INTELLIGENZA ARTIFICIALE Sostituirà l’uomo in tutte le sue attività Manuale di progettazione robusta pubblicato dal Future of Life Institute Non serve a nulla, come Asimov aveva dimostrato plasticamente con tutta la sua produzione letteraria Perdita di posti di lavoro, spersonalizzazione delle attività umane, “Fine del’ Uomo”
BRAIN PROJECT Permetterà il condizionamento remoto del cervello Potrebbe permettere alle Autorità e/o alle multinazionali di imporre l’unanimità a livello mondiale Nulla Fine della libertà
BIG DATA Consiste nell’ incrociare i dati rilevati a livello mondiale in qualunque memoria artificiale Permetterebbe ai sui detentori di prevedere le mosse di tutti gli altri, dominandoli economicamente o politicamente Cloud europeo Le multinazionali americane lo propongono già come “servizio” alle imprese europee
PROGRAMMI PRISM E ECHELON Permettono ai servizi segreti americani di spiare i cittadini europei Permettono un controllo politico, economico e culturale “No-Spy Agreement” Tutto continua come prima
NANOTECNOLOGIE Permettono di distruggere rapidamente la struttura della materia Sarebbero lo strumento più semplice e rapido per la distruzione del mondo Nulla Ogni Stato prosegue per conto suo
SISTEMI ANTIBALISTICI AUTOMATIZZATI Espropriano completamente gli stessi Alti Comandi delle decisioni sulla pace e sulla guerra, che divengono semplici automatismi Ogni situazione di conflitto può degenerare in pochi secondi senza possibilità di controllo Dialogo sulla difesa antibalistica in Europa  In Europa e nel Mar della Cina siamo in ogni momento sull’orlo di una guerra nucleare

 

La Distruzione dell’Umanesimo è in corso

Infatti, prima ancora che ad una vera e propria distruzione del mondo di carattere militare, tutti ritengono altamente probabile una distruzione dell’ uomo da parte delle macchine. A questo rischio sono infatti dedicati una serie di “Numeri Spexciali” di varie riviste politico-culturali.

Ad esempio, “Rischi Globali”, pubblicato da Aspenia, in “Transatlantic Watch”, censisce, fra i principali rischi della società contemporanea, il cattivo uso delle tecnologie e il furto o manipolazione di dati, mentre  l’intervento, sulla stessa rivista, di Stefano Cingolani, individua, fra di essi, “sistemi di software intelligenti in grado di eseguire compiti di lavoro della conoscenza compresi comandi non strutturati o giudizi” e “sequenziamento genetico rapido e a basso costo, analisi avanzata dei big data e biologia sintetica (“scrivere” il DNA)”.

In queste poche e aride frasi è sintetizzato il rischio, e, direi, anzi, la certezza, della distruzione dell’uomo, o, meglio, di quella concezione di uomo alla quale, nonostante i dissidi ideologici, religiosi e di civiltà, eravamo stati tutti educati. Questo tipo di uomo era mortale (come Gilgamesh), imperfetto (Umano, Troppo umano!), sessuato (Adamo ed Eva), identitario (i Montecchi e i Capuleti), radicato (la Terra Promessa), differente (Derrida), cetuale (Marx), conflittuale (Eraclito), gerarchico (Confucio), religioso (Duerkheim), individuale (Stirner), razionale (Cartesio), laico (“Libera Chiesa in Libero Stato”.

La Società del Controllo Totale in cui viviamo ha già svuotato la sessualità, trasformandola in un “optional”, ha posto in dubbio l’identità,  distrutto i ceti, criminalizzato le gerarchie e omologato le religioni un un’unica Religione della Scienza (o di Internet); sta fondendo tutte le individualità nel “General Intellect” del web e concentrando la ragione fuori dell’ uomo (il “cloud”,i “big data”). Ha riunificato religione e politica nel Culto della Rete. In definitiva, ci ha tolto ciò che Leonida e Catone, Foscolo e Croce, Stewart Mills e Gandhi , avevano chiamato “Libertà”.

Si annunzia ora, già nei prossimi mesi, l’avvio la Società delle Macchine Intelligenti, ove resta in pratica acquisito che ciascuno di noi può essere “profilato” “a tappeto” (alla faccia dei Codici sulla “Privacy”, anzi, grazie ai provvedimenti legislativi vigenti e ai loro successivi peggioramenti), in “server” centralizzati  di Stati e di multinazionali stranieri, ove tutta la nostra vita viene trasformata in un “file”, da cui estrarre messaggi personalizzati da inviarci quotidianamente per orientarci nel senso voluto dal sistema. Fra breve, i nostri uffici pubblici, i nostri ospedali, i nostri veicoli, verranno gestiti da un’unica grande macchina centralizzata, che, per “prevenire” l’errore umano, ci toglierà ogni forma di “privacy” e di autonoma scelta. Contemporaneamente, i nostri organi, deboli e difettosi, verranno sostituiti da protesi finché non rimarrà  neppure più un “pezzo” originale.

Nei prossimi anni, la “Società delle Macchine Spirituali” condizionerà i nostri corpi e i nostri cervelli, in modo tale che, alle nostre naturali inclinazioni, mortali, imperfette, patologiche, talvolta violente e criminali, vengano sostituite inclinazioni regolari, omogenee, utili al sistema.

Per il prossimo decennio, si annunzia il “back-up” di tutti i nostri “files”, dentro un’enorme cloud” -“Big Data”-, evitando così ogni inutile dispendio di energia. Subito dopo, con un comando tipo “antivirus”, si ordinerà la cancellazione dai nostri “files” di tutto ciò che è imperfetto o incompiuto. E, quindi, non resterà più nulla. Neanche dei “Big Data”, che, in ultima analisi, erano alimentati dall’ infinita materia prima della  storia e dalla memoria umana.

Temiamo intanto che, come spesso accade, la generalizzazione di un  tema porti a sottovalutarne, da un lato, la portata rivoluzionaria, e, dall’ altro, la capacità di mobilitazione del tema stesso ai fini di un riscatto più generale dell’ attuale società, e dell’ Europa in generale, dall’attuale stato di decadenza spirituale, etica, politica, economica, geopolitica e creativa.

Leonida contro Serse

La ragione prima di questa vicenda è da ricercarsi, a nostro avviso, nel conflitto fra due tipi di profezia.

Nel racconto che  Erodoto fa della vicenda di Leonida, l’oracolo gli risponde che, se il Re degli Spartani si salverà nella prossima battaglia, scompariranno Sparta e la libertà dei greci, mentre, se il re di Sparta morrà in battaglia, eterna sarà la gloria e la libertà della Grecia e di Sparta. In pratica, gli Dei lasciano l’uomo libero di scegliere, pagandone il prezzo. Orbene, Leonida, fedele alle “Leggi non scritte” della sua terra, si accinge quasi lieto a morire in battaglia, per influenzare il corso della storia nel senso da lui volutoi: la Grecia vince, e la sua cultura arriva fino a noi.

Al contrario, Serse, che non avrebbe voluto la guerra contro la Grecia, e che avrebbe poi pianto vedendo attraversare al suo esercito l’ Ellesponto, si lascia convincere da un raggiro dei Magi che gli Dei vogliano  che la Persia conquisti l’ Europa, affinché la Persia confini con il Paese degli Dei. Ideologia questa che si ritrova in tutto lo zoroastrismo e sarà ripresa da tante ideologie provvidenzialistiche,   non ultime delle quali quelle modernistiche e postumanistiche che ora ci minacciano. Serse segue le fallaci profezie dei Magi e si ritrova sconfitto. Purtroppo, oggi dei nuovi Magi vanno riproponendo ai nuovi principi lo stesso tipo di illusione. Di questi Magi fanno parte forse i leaders dell’ ISIS, ma sicuramente ne fanno parte i vertici delle Multinazionali dell’ Informatica, che stanno costruendo, come ha detto il Sommo Pontefice, degli “Imperi Sconosciuti”.  

Le due prospettive che Erodoto descrive per Leonida e Serse si aprono anche ai nostri contemporanei. O combattere, e magari perire, per difendere la nostra civiltà, o farsi travolgere comunque sconfiggere da un movimento che pretende di trascendere le nostre personalità e di trascinarci verso un destino ineluttabile, anche se descrittoci come luminoso, così come i Magi avevano fatto credere a Serse.