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“SE VOGLIAMO CHE TUTTO RIMANGA COME È, BISOGNA CHE TUTTO CAMBI”,da Tomasi di Lampedusa al vertice sociale di Porto

DOMATTINA ALLE 10, WEBINAR DI DIALEXIS IN APERTURA DELLA CONFERENZA SUL FUTURO DELL’ EUROPA


Il link per partecipare è:


https://zoom.us/j/99951521048?pwd=MHdsRlJkSEJwVUQvcVZ1bGcvQW01UT09

L’evento è inserito sulla piattaforma https://futureu.europa.eu/?locale=it 
 
https://futureu.europa.eu/processes/OtherIdeas/f/7/meetings/366?locale=it&page=4
 
le precedenti manifestazioni sono state reperibili in Alpina Diàlexis – YouTube
 

La famosa frase di Tomasi di Lampedusa citata inaspettatamente da Ursula von der Leyen nel discorso introduttivo del vertice sociale di Porto, così come quella dedicata ad Erdogan dal Presidente Draghi, è suscettibile d’ infinite interpretazioni. Questo fatto, come Europei, ci consola, perché significa che i nostri leaders sono molto più intelligenti di quanto vogliono far credere, ma sono costretti, per raggiungere e mantenere le loro posizioni, a parlare per enigmi.

Non è questa la sede per svolgere un’esegesi attenta di queste frasi, che pure dovrebbe essere fatta, né quella d’intervenire sul summit sociale di Porto, al quale stiamo comunque dedicando due importanti interventi nell’ ambito della piattaforma futureu.europa.eu#, nella Conferenza sul Futuro dell’ Europa. Fra le infinite letture possibili (e, prima o poi, doverose), scegliamo oggi quella direttamente riferibile alla Conferenza sul Futuro dell’Europa, dove la mancanza di idee-guida lascia sospettare che si voglia anche lì “cambiare tutto perché tutto resti come prima”. Il falso presupposto concettuale è lo stesso: gli Europei godrebbero di un benessere quale mai visto prima, e dunque non ci dovrebbero essere cambiamenti, né culturali, né politici, né economici.

A questa impostazione ultra-ottimistica, noi ribattiamo :

1)che il benessere non è tutto, come avevano messo in evidenza autori così diversi come Kierkegaard, Nietzsche, Eliot, Huxley, Orwell, St-Exupéry, Simone Weil, Burgess, Anders, Przywara,…;

2)che una situazione in cui i giovani Europei sanno già, come affermato dalla von der Leyen, che non riusciranno mai a raggiungere il livello dei padri (perché gli obiettivi sociali indicati dalla stessa von der Leyen per il 2030 sono addirittura inferiori a quelli realizzati già ora, per esempio, dalla Cina), non  costituisce certo un bilancio positivo del Secondo Dopoguerra, e provoca un nichilismo generalizzato;

3)che comunque, pensando solo al preteso “benessere materiale”, si trascura il problema principale, che è la disumanizzazione, la massificazione dei pre-pensionati e dei “bamboccioni”, premessa inevitabile di un dispotismo invisibile, come quello che già Tocqueville vedeva venire dall’ America, e che i GAFAM stanno ora realizzando in pratica con il web e l’intelligenza artificiale.

La nostra partecipazione alla Conferenza, pur non contraddicendo neppur essa la famosa frase di Tomasi di Lampedusa, significa in concreto l’opposto di quanto affermato nell’ intervento di cui trattasi:

1)l’Europa sociale di domani dev’essere un’ Europa spirituale, com’ è nella natura stessa del pensiero sociale europeo (cfr. “Modello Sociale Europeo e Pensiero Sociale Cristiano”, Laudato-si-1-2018-1-nuova-copia.jpg (1772×2481) (alpinadialexis.com));

2)l’Europa deve eliminare totalmente la disoccupazione e permettere a ciascuno, attraverso l’umanesimo digitale, di salire almeno di un gradino nella catena del valore delle attività sociali ( cfr. Il ruolo dei lavoratori nell’era della intelligenza artificiale – LALA RICCARDO – Alpina – 9788834120460 (streetlib.com));

3)il controllo sui GAFAM e il riorientamento dell’educazione verso la coltivazione del “Sé” e verso l’esercizio delle virtù deve permettere il mantenimento del controllo nelle mani dell’ Umanità proprio durante l’ Era delle Macchine Intelligenti (cfr .European Technology AgencyPaginedaRiccardoLalaEUROPEANTECHNOLOGYAGENCYpreview_aefbf634-8bee-44e3-b424-786c7a6bde6d.pdf (amazonaws.com);

4) La Conferenza sul Futuro dell’ Europa non può essere solo un “window-dressing” della decadenza dell’ Europa e dell’ Umanità, bensì deve costituire un momento costituente per l’avvio di un autentico autentico Tecno-Umanismo, di un’autentica Europa Sociale dell’ Era delle Macchine Intelligenti e di un’ autentica Sovranità Strategica Europea)(cfr. https://futureu.europa.eu/processes/OtherIdeas/f/7/meetings/366?locale=it&page=4).

Cos’ com’è congegnata, la Conferenza si può riassumere con la frase di Pier Virgilio Dastoli,Presidente del Movimento Europeo in Italia, “Bruxelles parla a Bruxelles

Alla luce di quanto precede, ci associamo alle richieste del Movimento Europeo e del Movimento Federalista Europeo per una Conferenza sul Futuro d’ Europa molto più incisiva per uscire dalla malattia dell’ Europa e del mondo, e Vi invitiamo tutti a partecipare attivamente al webinar di domattina.

LETTERA APERTA A MARIO CALDERINI

L’istituto italiano per l’intelligenza artificiale deve divenire europeo

SULL’ISTITUTO ITALIANO INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Professor Calderini,

Mi permetta di congratularmi per il fatto che finalmente qualcuno con un diritto di tribuna sulla grande stampa abbia finalmente avuto il coraggio di dire ciò che Lei ha detto nella sua intervista a La Repubblica sull’ Istituto Italiano per l’ Intelligenza Artificiale, che è totalmente in linea con quanto noi andiamo scrivendo da anni, e, con particolare insistenza negli ultimi mesi, nei nostri libri (All.1 e 2) e blog (All. 3 e 4; http://www.alpinasrl.com), e nella corrispondenza con i vertici dell’Unione Europea, del Governo , degli Enti Locali e della società civile .

Concordo innanzitutto con Lei sul fatto che un richiamo generico alla “Ricerca e Sviluppo” non costituisce una risposta adeguata alla decadenza economica, culturale e sociale dei nostri territori. L’unica differenza è che, a mio avviso, quest’equivoco esiste non soltanto a Torino, ma in tutta Italia e  nell’ Unione Europea.

Condivido, poi, il principio di base: “gli investimenti in ricerca e innovazione creano sviluppo, a certe condizioni”. Queste condizioni sono, a mio avviso:

-che si sappia quale sviluppo si vuole promuovere;

-che si ricerchino quelle conoscenze e risultati che servono per promuovere lo sviluppo di cui sopra;

-che le risorse scarse disponibli vengano razionalizzate e controllate;

-che esistano nel territorio soggetti atti a trasformare i risultati delle ricerche in concreti strumenti di “leverage”economico, di reddito e di benessere;

-che i risultati della ricerca siano gestiti in modo economico e legale, impedendone un abuso da parte dei concorrenti;

-che il regime di proprietà, di controllo e di distribuzione dei profitti sia coerente con il modello socio-politico perseguito.

Purtroppo, non solo a Torino, ma ovunque in Europa, queste condizioni mancano, sì che gl’investimenti in ricerca e sviluppo sono stati fino ad ora un semplice  spreco, come molti manager hanno addirittura teorizzato, spacciando per ricerca e sviluppo cose che con questa non c’entrano nulla, come per esempio la creazione di lucrative sinecure, oppure attività di disegnazione o ingegnerizzazione poi rivendute, in varie forme ,dirette o indirette, per fare cassa o acquisirsi meriti, ai concorrenti esteri. Nella mia lunga attività passata come manager torinese ed europeo, sono venuto in contatto in molti casi con quest’atteggiamento aberrante, a cui però, applicando rigorosamente le regole, ho dimostrato che  si può ovviare.

Per ora i fini della transizione digitale coincidono con la Singualarity di Ray Kurzweil

1.L’ignoranza circa i fini

Con la Sua intervista, Lei ha posto poi, giustamente, la questione d’individuare una strategia adeguata per fare, degl’investimenti in R&D, e, in particolare, dell’ Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale, uno strumento per ottenere ricadute economiche sul territorio del Piemonte, e, in tal modo, per arrestare l’ormai pluridecennale decadenza.

Nell’ Italia del Dopoguerra, vi erano imprenditori (non molti, per la verità), come Olivetti e Mattei, che perseguivano obiettivi chiari, onesti e in linea con i tempi: uno sviluppo industriale armonioso in un contesto sociale e di sovranità nazione ed europea. Nello stesso tempo, il Governo aveva tentato, con il Piano Economico Nazionale, di imprimere una direzione unitaria ai nuovi investimenti, che allora si sarebbero dovuti concentrare sul Mezzogiorno, Sappiamo che fine hanno fatto Olivetti, Mattei e il Piano

Oggi, non basterebbero neppure più i programmi di Olivetti, Mattei e Saraceno, che, come Lei ha detto alla Repubblica, sembrerebbero comunque  più adatti agli Anni Ottanta che alle sfide del presente.

Oggi, infatti, l’economia mondiale è diretta dall’ informatica, come hanno rivendicato orgogliosamente Schmidt e Cohen nel loro “The New Digital Age”. Echelon. Prism e le intelligence dell’ Est permettono ai Big Data dell’ Intelligence Community di conoscere e orientare tutti i trend culturali, militari, politici, economici, tecnologici e sociali del mondo; i GAFAM e i BATX dirottano tutta la parte del PIL mondiale eccedente la mera manutenzione del capitale investito verso i paradisi fiscali, everso  una crescita interna dei GAFAM esponenziale che blocca l’ accesso a qualsiasi “new entrant”; prendono in appalto servizi pubblici essenziali come la difesa e la sanità; controllano Stati, organizzazioni internazionali e socoetà. Come hanno rilevato preoccupati la Commissaria Vestager e il Commissario Gentiloni, il controllo dei GAFAM sull’economia si è ancora rafforzato grazie al Covid e alle conseguenti crisi del lavoro in presenza, della ristorazione e della distribuzione tradizionale. Non è un caso che gli unici ad assumere, anche nella nostra Regione, siano oggi Apple, Google ed Amazon, ovviamente in ruoli ancillari delle loro strutture.

Il nostro lòibro “Torino, Capitale Europea dela Cultura”

2.Fare luce sul futuro

Chi non dispone di un proprio ecosistema  digitale autonomo non controlla la sua stessa economia.

Oggi, l’attività economica prioritaria in Europa, perché preliminare, è lo studio dei fini dell’economia. Delle imprese tradizionali  comedi quelle informatiche, ma anche e soprattutto delle imprese in generale. Cosa devono produrre: prodotti fisici, lavoro,  élites, cash, libertà, cultura? Oggi. un Paese altamente sviluppato produce innanzitutto servizi digitali (bitcoin, servizi sul web, cybrintelligence, cyberfinanza, cyberdifesa, bioingegneria), e teoricamente, potrebbe delocalizzare tutto il resto, come tentano di  fare soprattutto il Giappone, la Corea del Sud e Israele. Certo, per motivi di sicurezza o sociali, si potrebbe puntare a mantenere sul territorio una qualche produzione fisica (come vuol fare Trump), ma solo come fatto residuale. Certo, a questo ruolo di Paese altamente sviluppato, puntano in molti, sì che la concorrenza è feroce.

Inoltre, una città come Torino è evidentemente inserita in un “Sistema Europa” e in un “Sistema Italia”. Sembrerebbe illogico che Torino possedesse un ecosistema digitale che, né l’Italia, né l’Europa, posseggono. E, in effetti, sarebbe molto difficile che una qualsiasi città d’Europa pretendesse un monopolio sul digitale europeo, anche se vi sono casi di località che si avvicinano a quest’obiettivo nei rispettivi sistemi-paesi, come la Silicon Valley, Hangzhou, il Delta del Fiume delle Perle e Skolkovo.

Occorre tuttavia osservare che, come ampiamente illustrato nel libro ”European Digital Agency” (di cui Le trasmetto una versione digitale provvisoria), un tema centrale e complesso è costituito dalla strategia di avvicinamento al tanto decantato, ma ad oggi inesistente, Sistema Digitale Sovrano Europeo, di cui hanno parlato Macron e Breton. Infatti, occorre prima passare attraverso vari fasi, di ricerca, di dibattito, di lotta politica, di riforma istituzionale, di pianificazione indicativa e operativa. Queste fasi sono, anche se disordinatamente e inefficientemente, in corso. Cito come esempi:

.l’indagine Echelon;

-l’approvazione del GDPR;

-il caso  Snowden,

-Horizon 2020;

-gli IPCEI;

-Quero, Qwant, JEDI e Gaia-X;

-il Pacchetto digitale del 20 febbraio 2020 dell’Unione Europea;

-il Rome Call for AI Ethics del Vatcano ;

-le sentenze Apple e Schrems, I e II.

Julian Nida-Ruemelin, autore di “Umanesimo Digitale”

3.Una leadership italiana ed europea

Chi saprà navigare attraverso questa complessa materia acquisirà una qualche leadership (all’ inizio anche solo intellettuale) (come quelle che furono dei leaders del Risorgimento, dei fondatori delle grandi imprese piemontesi, di intellettuali legati a Torino, come Nietzsche, Gramsci, Galimberti e Olivetti, che hanno contribuito potentemente a definire i contorni di questa società  della tecnica dispiegata in cui stiamo vivendo ; cfr. libri “Torino Capitale Europea della Cultura” e “Intorno alle Alpi Occidentali”).

Torino dovrebbe aspirare proprio a questo ruolo, attraverso un’attività di studio e operativa che le permetta di creare un’élite di esperti non solo di AI, ma di Digital Economy in generale, capace di:

-sviluppare la nuova cultura umanistico-digitale;

-inserire questi temi nella dialettica politica italiana ed europea, e, in primo luogo, nella prevista Conferenza sul Futuro dell’ Europa;

-gettare le basi dei primi strumenti operativi per l’Ecosistema digitale sovrano dell’Europa, come l’ Accademia Digitale  Europea, l’Accademia Militare Europea, una Piattaforma Europea di e.Commerce;

-attirare a Torino coloro (intellettuali, finanzieri, politici, imprenditori, tecnici) che intendano partecipare al progetto.

Cantieri d’ Europa, il forum per discutere sul nostro futuro

4.Le iniziative di Diàlexis

Per svolgere il compito di cui al punto 3, stiamo sviluppando le seguenti iniziative:

-predisponiamo, con una serie d’intellettuali europei, un nuovo volume, dedicato all’Umanesimo digitale Europeo, di cui ha scritto Julian Nida Ruemelin;

-discutiamo, nell’ ambito dei “Cantieri Virtuali d’ Europa 2020”, queste tematiche (cfr All5).

Saremmo onorati se volesse partecipare alle nostre iniziative. A questo scopo, sarei lieto d’incontrarLa, per approfondire questa complessa materia.

La presente lettera aperta viene pubblicata sui blog “Da Qin” e “Technologies for Europe” nel sito http://Alpinasrl.com.

RingraziandoLa anticipatamente per l’attenzione,

Cordiali saluti,

Riccardo Lala