Domenica 18 maggio 2025 alle ore 16.00,
nello Stand della Provincia del Zhejiang (ZHEJIANG PAVILION Padiglione 2 – stand K134-L133):Dialogo Culturale Cina-Europa
Nel ricordarVi la presentazione di domani, Vi forniamo anche qualche considerazione introduttiva.
ZHEJIANG PAVILION, Padiglione 2 – stand K134-L133
Dialogo Culturale Cina-Europa
Promotori:
ANGI – Associazione Nuova Generazione Italo-cinese
Associazione Diàlexis
16:00-16:05 CHEN Ming, presidente ANGI
16:05-16:20 Riccardo LALA,
Autore di “Da Qin, L’Europa sovrana in un mondo multipolare”
e del blog “Turandot”
16:20-16:35 Isabella Doniselli Eramo,
Vice presidente ICOO-Istituto di Cultura per l’Oriente e l’Occidente
Coordinatrice Comitato Scientifico
16:35-16:50 Giuseppina Merchionne,
Autrice di “Conversazione sulla Cina”,
“Il pulsare di un destino comune: Italia e Cina nella lotta contro il Covid-19”
16:50-17:05 Silvia Polidori, Poeta
Autrice di “Le Avventure di SUN”,
“Il Soffio del Vento” e “Sulla Cresta dell’Onda”
17:05-17.30 Coffee Break
Lingua: italiana/cinese interpreti: Fabio Nalin/Ming Chen
R.S.V.P. angi.torino@gmail.com / whatsapp 339.6422242

1.COS’E’IL ZHEJIANG?
Lo stand del Zhejiang dove si svolgerà la manifestazione si trova al centro del Padiglione 2, alla posizione K134-L133
Il Zhejiang è un’ importante provincia costiera della Cina Orientale, Il Zhejiang ambisce a qualificarsi come Provincia-giardino.
Inoltre, Nell’ambito del quattordicesimo Piano Quinquennale (2021-2025), il governo provinciale prevede di concentrarsi sulla promozione dell’industrializzazione digitale, accelerando la costruzione di una zona pilota di innovazione e di sviluppo dell’economia digitale nazionale e la formazione di una serie di cluster industriali digitali competitivi a livello internazionale .
Nel 2018, Zhejiang registrava già ben 108 incubatori tecmologici, principalmente situati ad Hangzhou (47%). Questi incubatori supportano principalmente le startup attive nei settori della tecnologia dell’informazione. Altri settori di interesse includono i nuovi materiali e la nuova energia. Lo Zhejiang conta 20 parchi tecnologici lanciati in cooperazione con diversi Paesi. In particolare, il Sino Italy Ecological Park (SINEPARK) di Ningbo è nato dalla collaborazione tra i governi cinese e italiano. Il parco mira a promuovere e agevolare lo sviluppo di imprese, startup e spinoff universitari italiani in Cina in svariati campi: dalle Scienze della Vita, alla sostenibilità ambientale, dall’ingegneria aerospaziale, all’intelligenza artificiale.
Lo Zhejiang possiede inoltre un importante bacino di talenti. Le università più prestigiose includono la Zhejiang University, Zhejiang University of Technology e la Zhejiang University of Commerce and Industry. I principali organismi di finanziamento nell’ambito dell’innovazione sono lo Zhejiang Provincial S&T Department, lo Zhejiang Provincial Economy and Informatization Department, i governi municipali della provincia (es. Hangzhou Municipal S&T Bureau, Hangzhou Municipal Bureau of Economy and Informatization; Ningbo Municipal S&T Bureau, ecc.), le zone di sviluppo economico ed i parchi industriali . Lo Zhejiang è un’importante destinazione per gli investimenti esteri. Alla fine del 2018, 182 delle più grandi 500 imprese del mondo avevano realizzato investimenti nella Provincia .
La presenza economica italiana nella Provincia si concentra principalmente ad Hangzhou e Ningbo. La gran parte delle aziende italiane presenti si specializza nel settore alimentare (es. Ferrero, che ha aperto uno stabilimento produttivo ad Hangzhou). Importanti anche il settore della meccanica avanzata e il settore automobilistico, rappresentati da aziende come Haveco, Comer, SEI Laser e Sipa. Altri ambiti in cui operano le aziende italiane includono i settori tessile, pelletteria e moda (con presenza, tra gli altri, di Brachi e Carpisa).
Marco Polo visitò nel 1276 le città di Hangzhou e Suzhou – situate nel sudest della Cina alle porte dell’attuale Shanghai. Il Veneziano definì la prima “la più splendida” e la seconda “grande e nobile”. D’altronde un antico detto cinese recita: “In cielo c’è il paradiso, in terra Hangzhou e Suzhou.
Marco Polo visitò Hangzhou nel periodo del suo massimo splendore. Fondata sulle rive del Xi Hu, il Lago Occidentale, nel 221 a.C. durante la dinastia Qin, la città prosperò dopo il suo collegamento al Grande Canale nel 610. Detto anche Canale Imperiale è la maggiore opera idrica del mondo, lunga 1794 km, che collega Yangtse e Fiume Giallo, i due principali corsi d’acqua della Cina, e – oltre ad Hangzhou – serve Tianjin, Pechino, Hebei, Shandong, Jiangsu e Zhejiang.
In epoca Tang, Hangzhou divenne un importante centro culturale: tra 772 e 846 fu governata dal poeta Bai Juyu, uno degli artisti più famosi del tempo. E nel 1127 la dinastia Song spostò ad Hangzhou la capitale dell’Impero Celeste.Con la corte arrivano esercito, mercanti, artisti, corporazioni artigiane. Si raffinò la manifattura della seta. Si sviluppò il cantiere navale. Divenne il principale polo commerciale cinese. Si costruirono templi, monumenti e palazzi. Pittura e poesia la portarono ai vertici dell’arte cinese.
Quando la visitò Marco Polo, Hangzhou contava 2 milioni di abitanti, era una delle città più grandi e ricche del globo. Oggi è una megalopoli di 12 milioni di anime, ma resta una delle destinazioni preferite dai turisti cinesi nonostante conservi poco del suo glorioso passato. Molti edifici, monumenti e opere d’arte sono stati distrutti nel 1861 durante la rivolta dei Taiping e tra 1966 e 1969 dalle guardie rosse della Rivoluzione Culturale di Mao Zedong. Hangzhou conserva però il fascino ambientale grazie al lago -.
Suzhou,fondata nel 500 a.C, è la più antica città nel bacino dello Yangze – il Fiume Azzurro, il maggiore corso d’acqua della Cina e il terzo più lungo del mondo con 6400 km. Come per Hangzhou, il suo apogeo coincise con il collegamento al Grande Canale. Marco Polo scrive che quattordici l’attraversano da est a ovest e sei da sud a nord, e che sono scavalcati da un’infinità di ponti, di averne contati seimila. Ancora oggi che è una megalopoli di 13 milioni di abitanti, Suzhou viene soprannominata la Venezia dell’Oriente.
Quando la visitò Marco Polo, era ricchissima.
E’ attualmente aperta presso il China Design Museum della China Academy of Art di Hangzhou, la mostra “Viaggio di conoscenze. ‘Il Milione’ di Marco Polo e la sua eredità fra Oriente e Occidente”, rimarrà aperta fino al 31 luglio.Il cuore dell’iniziativa è costituito da 84 preziosi reperti dal XIII al XX secolo, tra cui dipinti a olio, sculture, ceramiche, gioielli e tessuti provenienti da 11 musei e istituzioni italiane.
In occasione del 55mo anniversario delle relazioni diplomatiche tra la Cina e l’Italia, la mostra testimonia i continui sforzi di entrambe le parti per promuovere gli scambi culturali e la collaborazione creativa.
Guicciardo Sassoli de’ Bianchi Strozzi, curatore della mostra, ha dichiarato: «La mostra mette in evidenza gli scambi culturali tra i due Paesi e il loro impatto duraturo.”
2.Il partenariato Italia-Cina e Europa Cina
Il nostro intervento s’inserisce nel discorso sul dialogo culturale fra Europa e Cina, partendo dal nostro libro “Da Qin, L’Europa sovrana in un mondo multipolare”, mai ancora presentato al Salone, che, pur essendo stato scritto alcuni anni fa, presenta ancora un altissimo livello di attualità alla luce dell’ evoluzione in corso del quadro geopolitico mondiale.
L’idea di base è che i rapporti fra Europa e Cina, centrali dal punto di vista economico anche se sofferti dal punto di vista politico, debbano e possano svilupparsi ulteriormente dal punto di vista culturale. Ciò presuppone una rivisitazione a largo raggio della storia culturale del continente eurasiatico, i cui estremi orientale e occidentale si sono influenzati sempre reciprocamente, anche quando la storia ufficiale non l’ha registrato se non marginalmente. Basti guardare alle affinità fra alcune parole-chiave fra il Cinese e le lingue indoeuropee, come “di” per “divino”, “ma” per “madre”, “quan” per “cane”(francese “chien”), “guo” per “territorio” (tedesco, “Gau”). Paradossalmente, in Cinese Antico, l’Impero Romano era chiamato con la stessa espressione usata per la dinastia che unificò la Cina “Da Qin”.
Basti pensare anche alla presenza di popoli indo-europei nella Cina Antica, alle influenze ellenistiche sull’ Esercito di Terracotta, alle presenze religiose cristiane continue in Cina, alla proposizione della Cina come modello da parte di gesuiti e illuministi, e, di converso, alla presenza di elementi religiosi e filosofici europei nella formazione della Cina odierna.
Partendo da questa constatazione, rifletteremo sull’utilità d’ inserire quegli elementi nel dibattito sul futuro di un’Europa che, come vediamo quotidianamente, fa fatica, proprio per le sue carenze culturali, ad inserirsi nella nascente nuova struttura del mondo.Costruire ponti significa innanzitutto conoscere “dal di dentro” i nostri interlocutori. Il contrario di quanto suggerisce la “circolare Valditara”, che sembra mettere fuori legge ogni riferimento, nei curricula scolastici, di ogni elemento extra-europeo ed orientale.
Per tutti questi motivi, si può e si deve parlare di un Partenariato strategico fra Europa e Cina, in parallelo con quello esistente fin dal 2004 fra Italia e Cina, il quale ultimo va comunque rafforzato, andando al di là dei pure utilissimi rapporti fra le Istituzioni.
Nonostante che l’Italia possa considerarsi da sola una grande potenza culturale, come dimostrato il suo posizionamento di vertice (accanto alla Cina) quanto a patrimonio culturale, un vero, costruttivo, confronto, va fatto fra Cina ed Europa, che si situano entrambe al livello decisivo per il futuro mondo multipolare: quello degli Stati-Civiltà.

