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CANTIERI D’EUROPA DIGITALI 2021

L’istituto  Italiano per l’ Intelligenza Artificiale nello scenario mondiale

Si è svolto venerdì 19 il previsto webinar, avente l’obiettivo primario di avviare un rapporto fra il pubblico del Nord Ovest e la Commissione Speciale per l’Intelligenza Artificiale (AIDA), recentemente creata del Parlamento Europeo, per chiarire al pubblico il ruolo della Commissione nelle politiche europee del digitale, e scambiare dei punti di vista circa il  ruolo stesso che istituti come quello di Torino possono e debbono svolgere all’ interno di esse.

1.La Strategia Nazionale dell’Intelligenza Artificiale

Nel corso del 2020,  l’Italia ha maturato, in modo autonomo ma coordinato con l’Unione, una politica del digitale, che dovrebbe avvalersi anche delle opportunità offerte dal Recovery Fund/Next Generation e dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nel quale sembra sia stata inserita-.

L’ Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale, che dovrebbe aver sede a Torino, costituisce un elemento di questa recente tendenza, che prende le mosse dall’”acquis” europeo circa i più recenti sviluppi delle nuove tecnologie. Come noto, la decisione iniziale, di creare l’Istituto come raccomandato dal Gruppo di Esperti, era stata assunta nel Settembre 2020 dal Governo Conte. Tuttavia, con le tempestose vicende che hanno caratterizzato il Governo italiano e le incertezze che ancora gravano sul PNRR, non è chiaro se lo si voglia realizzare davvero ancora, quando e come.

Per questo, un incontro fra la politica, europea e nazionale, e la società civile del territorio, è fondamentale per mantenere un adeguato livello di consapevolezza e di mobilitazione intorno a questo importante progetto.

La nostra Associazione sta dedicando da anni le sue principali cure alla definizione delle politiche del digitale, giacché è convinta che il XXI Secolo sia caratterizzato proprio dall’ utilizzo dell’ Intelligenza Artificiale in tutte le aree più strategiche della vita umana, dal mantenimento della pace, alla gestione della conoscenza, all’ ordine pubblico, alla finanza, alle professioni, all’economia…, come è stato illustrato dai singoli relatori.

2.Un “Trendsetter del Dibattito Mondiale”

Nel presentare il suo sempre più corposo pacchetto di politiche digitali, la Commissione si è data l’ambizioso obiettivo di qualificarsi quale “Trendsetter del dibattito mondiale”, in pratica impegnandosi, non solo a entrare con decisione nel dialogo internazionale sulla tecnica, ma anche a proporre un proprio modello, approfondito e convincente. Nella prospettiva della prossima Conferenza sul Futuro dell’Europa, si va ripetendo che occorre stimolare la partecipazione dei cittadini alle scelte strategiche -in questo caso, la digitalizzazione, vero motore di questo secolo e una delle priorità dell’Unione-

Quale migliore campo sperimentale di questo vasto programma, se non la creazione di un’Istituzione, come l’Istituto, con potenzialità epocali, anche in considerazione dell’assenza, per ora, d’istituti comparabili nel resto d’ Europa?

Il presente ciclo, che, in attesa che l’uscita dalla pandemia renda nuovamente possibile un Salone del Libro in presenza, inaugura le attività dei “Cantieri Digitali d’ Europa 2021”, si  articola in una serie d’incontri, destinati a focalizzare i vari aspetti della questione: le politiche europee in materia di digitale e d’ intelligenza artificiale; le esperienze di altri Paesi; l’intelligenza artificiale nella cultura e nelle politiche sociali; la posizione dell’ Istituto fra gli hubs tecnologici; l’Istituto fra il territorio e i campioni europei.

Hanno parlato il Prof. Pier Virgilio Dastoli, Presidente della Commissione del Movimento Europeo Italia,la coordinatrice del PPE nell’ AIDA, l’ on.le Eva Maydell, On.le Brando Benifei, Capodelegazione PD al Parlamento europeo, relatore della Commissione AIDA per il Gruppo dei Socialisti, l’Onorevole Alessandra Basso, membro dell’AIDA (Identità e Democrazia), l’onorevole Sabrina Pignedoli, membro supplente dell’AIDA (Movimento 5 Stelle), Don Luca Peyron, Docente di teologia all’ Università Cattolica di Milano, Massimiliano Cipolletta, Vice-Presidente  di Confindustria Piemonte, l’Avvocato Fabrizio Lala, Studio Jacobacci & Partner e il Prof. Markus Krienke, Professore ordinario di Filosofia moderna ed Etica sociale presso la Facoltà di Teologia di Lugano e Direttore della Cattedra Rosmini.

I filmati saranno disponibili su You Tube nei prossimi giorni.

Il 21 marzo (due giorni dopo il nostro webinar) su La Stampa era comparso un articolo a firma Diego Longhin,che dimostrava l’utilità e l’urgenza della nostra iniziativa. Infatti, l’articolista registra che, come detto nel nostro convegno, “Da settembre a oggi nessun passo avanti. E c’è chi a Torino sospetta che l’istituto per l’ intelligenza artificiale, nel passaggio tra un governo e l’ altro e tra una maggioranza e l’altra, possa essere messo a rischio. Nessuno a Roma si è rimangiato l’impegno preso dal Conte  bis il 4 settembre dello scorso anno, quando ha deciso di candidare Milano come futura sede del Tribunale dei brevetti europei, dando però a Torino la sede dell’ I3A”

Da allora, si è scatenata una ridda di prese di posizione del mondo politico e imprenditoriale piemontese, finché, il 23, è arrivata una dichiarazione rassicurante del Sottosegretario Castelli. E’comunque necessario restare vigilanti, e seguire passo passo l’evoluzione del progetto.

Kamala Harris,la vice-presidente degli USA indicata dalla commissione Schmidt quale organo direttivo
del Consiglio per la Competitività Tecnologica, è molto vicina ai GAFAM

3.Le attività dei Parlamenti

Nel frattempo, si accavallano  nel mondo iniziative volte ad organizzare i singoli Paesi per fare fronte alle sfide dell’AI.

Mentre a Strasburgo ha appeno preso il via l’attività dell’AIDA, prima il Bundestag, e, poi, il Congresso americano, hanno elaborato complessi programmi operativi, volti letteralmente a rivoluzionare le attività delle Pubbliche Amministrazioni per adeguarli alla transizione digitale,  programmi molto più  radicali di quanto lascino trapelare i documenti dell’ Unione.

I documenti de Congresso e del Bundestag si differenziano poi per essere, come prevedibile, l’uno, focalizzato sugli aspetti militari, l’altro su quelli civili.

Il rapporto della National Security Commission, firmato significativamente da Eric Schmidt,  amministratore delegato di Google dal 2001 al 2011 e da allora presidente del consiglio di amministrazione. Nel 2013, con Jared Cohen , aveva  scritto il saggio: La nuova era digitale. La sfida del futuro per cittadini, imprese e nazioni..

Il rapporto al Congresso Americano costituisce la materializzazione del progetto espresso dai due managers 18 anni fa, secondo il quale Google ambiva a sostituire la Lockheed nel guidare l’ America alla conquista del mondo. Il rapporto è ispirato ad una visione ancor più aggressiva di quella del libro, atta a confermare le previsioni circa il futuro del Complesso Informatico-Militare di due classici del pensiero strategico: “La Guerra al tempo delle macchine intelligenti” e “Guerra senza Limiti”.

Il lavoro della commissione americana parte dall’idea che l’America (sostanzialmente a causa dell’ ideologia liberista) sia rimasta indietro rispetto alla Cina sotto molti aspetti, ma soprattutto per ciò che riguarda il settore digitale. Soprattutto, la Cina si è data una serie di programmi, in particolare “l’Unione del Civile e del Militare”, che le permetteranno  di divenire,  secondo quanto previsto, nel giro di pochi lustri, la prima potenza mondiale  nell’ industria digitale . Orbene, come ha affermato in passato il Presidente Putin, “chi controlla l’intelligenza artificiale controlla il mondo”.

L’idea di Schmidt è che, per questo motivo, l’America deve avviare una mobilitazione generale sotto la guida di Google:The NSCAI Final Report presents an integrated national strategy to reorganize the government, reorient the nation, and rally our closest allies and partners to defend and compete in the coming era of AI-accelerated competition and conflict”.

Mettendo in pratica le idee di De Landa e degli ufficiali cinesi, Schmidt, in quanto organo apicale dell’impresa centrale del complesso informatico-militare americano, si muove oggi, verso i legislatori, per prescrivere una riforma complessiva del sistema americano, avente come base non più la politica, né la tecnologia, bensì la cyberguerra:“In addition to AI’s narrow national security and defense applications, AI is the fulcrum of a broader technology competition in the world. AI will be leveraged to advance all dimensions of national power, from healthcare to food production to environmental sustainability. The successful adoption of AI in adjacent fields and technologies will drive economies, shape societies, and determine which states exert influence and exercise power in the world resources, commercial might, talent pool, and innovation ecosystem to lead the world in AI.”

Come prima mossa, la commissione suggerisce d’ istituire, accanto a un National Security Council sotto la guida della Vice-Presidente“to build a strategy that accounts for the complex security, economic, and scientific challenges of AI and its associated technologies.”Guarda caso, quello che noi propugnavamo per l’ Europa da un anno, la “European Technology Agency”.

Ed, esattamente sulla stessa linea d’onda la Commissione continua con un progetto iconoclastico, “We need to build entirely new talent pipelines from scratch. Academy and civilian National Reserve to grow tech talent with the same seriousness of purpose that we grow military “.

In netta competizione con il documento del Congresso, quello del Bundestag afferma che “la Germania e l’ Europa devono assumere un ruolo di leadership nello sviluppo e uso di questa fondamentale tecnologia.”, invocando la “Sovranità tecnologica europea” cara a Macron e trattata dal Rapporto Longue del Senato francese.