L’istituto italiano per l’intelligenza artificiale di Torino

L’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale di Torino, previsto dalla Strategia Italiana per l’Intelligenza Artificiale, se realizzato in coerenza con le sue premesse, potrebbe rivelarsi come un momento di svolta nella politica economica, non soltanto del territorio, bensì anche dell’Italia e dell’ Europa.

In un momento in cui la sfida dei vaccini sta dimostrando con drammatica urgenza l’imprescindibilità di un’autonomia tecnico-scientifica dell’ Europa e dei suoi Stati Membri, la creazione di organismi, come l’Istituto, dedicati proprio alla ricerca, allo studio, al dibattito, alla progettazione, alla programmazione e al trasferimento di conoscenze nell’area più avanzata delle tecnologie digitali, può costituire  la necessaria premessa per un riorientamento globale delle nostre società verso la parte più viva dello sviluppo mondiale.

In particolare, per il Piemonte, privato a suo tempo dell’ informatica e dell’ editoria, e particolarmente provato dalla ricollocazione geopolitica dell’ industria veicolistica, un siffatto nuovo orientamento potrebbe dare avvio momento di costruzione e di rinascita da troppo tempo atteso.

L’Associazione Culturale Diàlexis, che da più di un decennio si sta attivando per rianimare il dibattito culturale, politico ed economico nelle Alpi Occidentali, riorientandolo verso l’ Europa e il mondo, ha raccolto in questo dossier, accanto ai documenti ch’essa stessa ha prodotto quale contributi all’elaborazione delle strategie dell’ Unione e del Governo, anche  i documenti di base provenienti dalla Chiesa e delle Istituzioni europee e nazionali, nonché stralci di paralleli studi effettuati in Germania sullo stesso argomento.

Facendo ciò, essa  ambisce a situarsi più che mai al centro di quella dialettica trasversale fra cultura, tecnologia, politica e società, che caratterizza oggi le società leader del mondo. In tal modo, essa  vuole soprattutto supportare l’Unione Europea nel suo ambizioso sforzo per divenire  effettivamente, come dichiarato, il “Trendsetter del Dibattito Mondiale”.

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