“CULTURAL WARS”:

le guerre di religione sono appena cominciate

“CULTURAL WARS”:

le guerre di religione sono appena cominciate

Molti autorevoli pensatori, a cominciare dal Sommo Pontefice, non si stancano di condannare l’abuso della religione per condurre, come è ora divenuto sempre più frequente, una politica bellicistica. Tuttavia, questo fenomeno è purtroppo molto facilmente spiegabile, e, date certe premesse, inevitabile, tant’è vero che esso è stato comunque sempre generalizzato, e il Paese che da sempre eccelle in questo è proprio il Paese del Pontefice,  gli Stati Uniti, come testimoniano la Dichiarazione di Indipendenza e le guerre anche recenti, come quelle del Golfo. Inoltre, al contrario di quanto molti credono,i maggiori cultori del bellicismo motivato religiosamente sono dei cristiani modernisti che interpretano le loro guerre come un qualcosa insito nel carattere apocalittico della Modernità.

Infine, il rischio di una guerra mondiale di religione si è accresciuto costantemente nel corso della storia, a causa dell’incremento della potenza tecnologica, ma anche perché è una profezia che si autoavvera, contenuta nell’ Avesta, nella Bibbia e nel Corano, e non è mai stato presente come oggi. Ne costituisce l’esempio più schiacciante la posizione di Palantir quale ideologo ufficiale e armaiolo monopolistico del bellicismo americano.

L’attacco del Pontefice al bellicismo religioso si giustifica proprio con la necessità di contrastare l’ideologia MAGA della guerra a difesa del “patriottismo occidentale” caro a Giorgia Meloni.A nostro avviso, l’unico modo per sventarlo è integrare nel dialogo interculturale paradigmi primordiali orientali, come il Wei Wu Wei taoista e l’ Ahimsa jainista, sulla scia di Lullo, Gemone, Ficino, Ricci, Bouvais, Schopenhauer, Jung, i Perennialisti e Panikkar.

1.”Bellum omnium contra omnes”

L’deale della “Pace Perpetua”, citato dagli ultimi Pontefici e dai teorici del Federalismo Europeo,  fa parte di un contesto apocalittico, sicché è concettualmente  inscindibile dalla battaglia finale (Armageddon). La visione che, del tempo, hanno le “Religioni del Libro” è infatti articolata in tre fasi: quella del Padre, quella del Figlio e quella dello Spirito (Gioacchino da Fiore).L’ultima, essendo la Fine della Storia, consiste nello scioglimento dei nodi irrisolti di quest’ultima, primo fra i quali fra quello fra il Bene e il Male. La materia del contendere è spesso la volontà d’interpretare se stessi come difensori del Salvatore e gli avversari quali incarnazione dell’ Anticristo (due figure intercambiabili), in tal modo demonizzando l’avversario.

Come massimo esempio di questa intrinseca conflittualità del Moderno, fin dalla  loro  nascita gli USA sono stati perennemente in guerra nel nome del Cristianesimo o del suo surrogato secolare, la democrazia, e buona parte delle guerre passate e presenti (da quelle di Corea, del Vietnam e del Golfo, a quelle nella ex Jugoslavia ed ex URSS, si possono ricondurre alla sua influenza). La pretesa trumpiana della “Peace through force” si situa esattamente in questo contesto.

La “secolarizzazione”, lungi dal costituire una presa di distanza del politico dalla religione, consiste nella religione della politica (le “teologie politiche”). La salvezza, proposta a suo tempo dall’ induismo, dal mazdeismo e dalle Religioni del Libro, come fatto spirituale, viene perseguita, nella Modernità, con la tecnologia, come teorizzato già nel Settecento da Lessing, nell’ Ottocento da Fiodorov e nel Novecento da Teilhard de Chardin, e, oggi, dal Post-Umanesimo ,e, in particolare, dai Tecno-fascisti riuniti intorno a Trump, oppure dalla politica, come predicato dal marxismo e dalla teologia della liberazione.

Poiché, però, le vie attraverso le quali la tecnologia e la democrazia realizzerebbero questa loro pretesa missione salvifica sono diverse (capitalismo, socialismo, islam), le varie “scuole” proseguono i conflitti nati come guerre di religione (puritanesimo, mahdismo), e sopravvissuti come “Cultural wars” (White Suprematism, cultura “woke”, teologia della liberazione, sionismo).Perfino lo Stalinismo non rifuggiva dall’idea di una guerra di religione, quando faceva dell’inno “Voina sviaschennaja” (Guerra santa) il sottofondo ufficiale e immutabile della sfilata del 9 maggio:” Идёт война народная,                cвященная война!”Semmai, questo tema è stato arricchito da Putin con citazioni neo-zariste come il segno della Croce da parte del Ministro della Difesa che entra sulla Piazza Rossa dalla Porta del Salvatore.       

In passato, le “nazioni” si facevano la guerra per perseguire le loro rispettive “missioni”, che teologi (cristiani, e per lo più protestanti) come Lutero, Comenio e Herder derivavano da loro particolari interpretazioni della religione. Gli Ebrei combattevano i Cananei,  i Franchi i Sassoni e i Cavalieri Teutonici i Baltici, perché erano politeisti; gl’Islamici combattevano i Franchi perché erano cristiani e i Persiani perché erano zoroastriani; gli Spagnoli combattevano i Precolombiani perché erano pagani; i Protestanti combattevano gl’Imperiali perché erano cattolici, Franco combatteva i Repubblicani perché erano atei..Oggi, non sono più gli Stati nazionali a farsi la guerra, bensì le concezioni del mondo (“Singularity Tecnologica”, “Socialismo con Caratteristiche Cinesi”). Un tempo si chiamavano “imperi” (impero romano e cristiano, Califfato islamico, Tian Xia confuciano), e, oggi, “Stati-Civiltà” (Cina, USA, Russia,Iran, Israele) .

Oltre agli Stati-Civiltà, anche i guru dell’ informatica (Kurzweil, Zuckerberg, Musk, Thiel, Karp), che dominano soprattutto gli Stati Uniti, hanno progettato mondi a loro immagine e somiglianza (la Singularity, il Tecno-fascismo), che stanno mettendo in pratica con una panoplia di strumenti – dal finanziamento della politica allo spionaggio tecnologico, al condizionamento dell’opinione pubblica, alla imposizione della loro ideologia. In questa battaglia, essi non possono non scontrarsi con la politica, soprattutto là dove essa è forte, come in Cina (vedi il caso di Jack Ma, che voleva imitare i colleghi occidentali).E, nella “Guerra Senza Limiti” attualmente in corso, anche queste grandi piattaforme diventano soggetti geo-politici e militari, come dimostrano le ingerenze elettorali  di Musk e di Thiel, l’utilizzo militare di Palantir e Starlink,e, infine,  i rapporti fra piattaforme, CIA e Mossad. Le grandi piattaforme   dominano così Stato e società dell’area occidentale ammantandosi dell’ “Ideologia MAGA”, che aspira al dominio totalitario mondiale ispirandosi a modelli estremi di centralismo del passato (cesaropapismo, totalitarismi vari).Attraverso le opere di Thiel e di Karp, tale ideologia si è fusa con l’ideologia “di classe” delle Grandi Piattaforme (Kurzweil, Schmidt, Cohen, Musk, Karp, Thiel, Yarvin).

Nel caso dell’Europa, il dominio è totale, al punto che i GAFAM potrebbero letteralmente “spegnere l’Europa”, grazie all’ “alto tradimento” delle nostre classi dirigenti, che, in 80 anni, non hanno fatto nulla per la nostra indipendenza digitale (nonostante la vitalità a suo tempo dimostrata dal Biuro Cifry, da Menlo Park, da Olivetti e da Auditel,e, più recentemente,  dal”Cloud Europeo”, dal Digital Service Act, e dall’Artificial Intelligence Act..).

In questo momento, il ruolo di catalizzatore dei GAFAM è costituito da Palantir, che, con il libro dell’ Amministratore Delegato Karp (“La Repubblica Tecnologica2)e con le esternazioni dei suoi azionisti Thiel e Vance, ha dato anima e voce alla campagna del complesso Informatico-Militare per la militarizzazione della società USA in vista della guerra con la Cina.

Neanche la ”hybris” di Trump, che si atteggia al contempo a Dio e imperatore, è nuova, bensì ricalca quella dei Faraoni, di Eliogabalo, di Costantino e di Luigi XIV, mirando egli a incarnare, nella Singularity Tecnologica, l’onnipotenza dell’Intelligenza Artificiale americana (l’”Homo Deus”di Harari). Nessuno stupore quindi se Trump attacca le stesse istituzioni americane, le Nazioni Unite, la NATO, l’ Unione Europea, i singoli Stati europei, poiché, nella sua visione di imperatore mondiale tecnologico, non vi è alcuna autorità a lui superiore (“quod principi placuit, legis habet vigorem”), e non vi è peccato maggiore del non accettare integralmente i suoi ordini (pensiamo per analogia all’ ira di Yahwè verso i Re ebrei disobbedienti).

Secondo Saint-Simon, nella futura “Religione dell’ Umanità”, “gl’ Industriali” avrebbero detenuto il potere spirituale, così come Trump, Kurzweil e Thiel  sono oggi  i teologi monopolisti dell’ America-Mondo. Così stando le cose, è comprensibile   perché Trump attacchi i vescovi americani e il Papa, e che, addirittura, il Vice Presidente Vance intimi a quest’ultimo di non occuparsi di teologia, bensì solo di morale, visto che i nuovi teologi sono lui e Thiel, mentre invece Trump è addirittura Dio. Atteggiamento assolutamente normale per un alto funzionario ottomano (Shaykh ül-Islam),o per un ministro anglicano (pensiamo alla Transustanziazione in  Hobbes), ma non per un cattolico, come Vance pretenderebbe di essere, a cui dovrebbe essere chiara la distinzione fra Chiesa e Stato. L’eresia “americanista” combattuta per tutta la vita da Leone XIII consisteva proprio in quella commistione fra religione e politica, voluta da Enrico VIII e da Hobbes, e che oggi sfocia nel “potere spirituale” dei guru dei GAFAM (come Thiel, Vance e Karp), che sono la vera e propria incarnazione del Leviatano monarchico e protestante di Hobbes. Le posizioni di Thiel sono il rovesciamento a 180° dell’ antico “Dictatus Papae”.

Resta il fatto che, nello scenario delle attuali “Cultural Wars”, rinunziare alla teologia significherebbe rinunziare ad esistere. Il terreno su cui si combattono (e talvolta si alleano) il Papa e la Casa Bianca è la teologia della guerra di Agostino, calata nella “guerra senza limiti” teorizzata dai generali cinesi.. Anche la guerra in atto con l’Iran è un’ennesima guerra di religione, perché i veri motivi del contendere sono la pretesa di Israele (in base a un’interpretazione materialistica della Bibbia avallata da Maimonide, ma condannata dall’ Ebraismo ortodosso) supportata dagli USA succubi del mito “giudaico-cristiano”, di esercitare l’egemonia sul Medio Oriente (la “Grande Israele”), come premessa della Parusìa giudaico-cristiana,  e la parallela impossibilità , per l’ Iran, di accettare questa pretesa, in base alla missione messianica (ereditata dal mazdeismo) che lo shi’ismo affida al Mahdi (l’ Imam nascosto=Mojtaba Khamenei),e che consiste essenzialmente nel supportare la seconda venuta di Cristo(il Paraclito), per “uccidere l’Anticristo”, così come scritto nella Seconda Lettera ai Tessalonicesi di San Paolo ( “ὁ κύριος Ἰησοῦς ἀνελεῖ τῷ πνεύματι τοῦ στόματος αὐτοῦ καὶ καταργήσει τῇ ἐπιφανείᾳ τῆς παρουσίας αὐτοῦ”),e nelle Ahadith di   Thirmidi , di  Al-Bukhari  e  di Sahih  Muslim (quando il Dajjal vedrà Gesù, inizierà a sciogliersi come il sale nell’acqua. Gesù lo inseguirà e lo colpirà mortalmente con la sua lancia alla porta di Ludd, mostrandone il sangue ai presenti per dimostrare che era un essere mortale e non una divinità).

2.I “Costruttori di pace”

Certamente, vi è un’apparente contraddizione fra lo scenario corrusco dell’ Apocalisse e della 2° Lettera ai Tessalonicesi, come pure dei Rotoli di Qumran, e il messaggio irenistico del Discorso della Montagna, che appaiono , come spesso accade nella Bibbia, come il prodotto di due diverse visioni dei Tempi Ultimi.L’intero discorso sull’ Apocalisse è duplice: da un lato, l’esaltazione della Pace Eterna (del Paradiso), e, dall’ altra, le lotta mortale fra angeli e demoni per arrivarvi. La Pace Perpetua sarà possibile solo dopo la Fine della Storia, ma quest’ultima sarà conflittuale.

Per questo, la tentazione di giustificare la guerra nel nome della pace è imperitura  (le epigrafi di Behistun, le steli di Ashoka,la “Pax aeterna” degli Imperatori Romani, la “Dilatatio Christianitatis” e lo “Ewiger Landfried” del Sacro Romano Impero, l’”idealismo wilsoniano”, la “Giustizia Infinita” di Bush..).Il Cristianesimo pretende di avere superato questa duplicità, attraverso la visione di Gesù quale Capro Espiatorio per l’intera Umanità (René Girard, maestro di Thiel). E, tuttavia, l’anomalia del mancato secondo ritorno di Cristo getta un’ombra su quest’ interpretazione consolatoria e su tutto il mistero dei Novissimi. E’ per questo che l’interpretazione di San Paolo e Sant’Agostino è inquietante, e ha costituito la base per tanti conflitti fra Cristiani e anche non Cristiani, sì che i vertici americani, e lo stesso Pontefice, sembrano voler evitare uno scontro su questo tema scivoloso, atto a mettere a nudo le contraddizioni della Modernità.

Anche l’appello ai Costruttori di Pace ha un senso ambiguo, in quanto costante è nel Nuovo Testamento, il richiamo agli “ouranoi”, che rende impossibile credere veramente che si parli di un progetto politico immanente, e non di un ideale normativo per i credenti. A meno che, come vogliono Fiodorov, Tsiolkowski, Bogdanov e Musk, il futuro materiale dell’ Umanità non sia da collocarsi veramente nei cieli.

Del resto, in tutte le religioni (dal Buddhismo, all’Ebraismo, al Cristianesimo, all’ Islam) vi è una dialettica interna fra un inizio ascetico e anti-sistema, e esiti di ordine e di conservazione. Un esempio plastico della biforcazione fra queste due tendenze, in parallelo in Oriente e in Occidente, è costituito dall’opera di Matteo Ricci “Il vero significato del Signore del Cielo”, che segna il passaggio da un’ottica ascetica di tipo buddhista a un’opzione pragmatica di carattere confuciano.

3.Il  ruolo salvifico della tecnologia

L’account X ufficiale di Palantir –  ha pubblicato un lungo post che riassume, in 22 punti, il contenuto di un libro firmato dal CEO e co-fondatore dell’azienda, Alex Karp.La Repubblica  Tecnologica, che sintetizza l’insieme di saggi, articoli e interviste prodotto da Thiel negli ultimi vent’anni, che  costituisce una complessa filosofia della storia e un’ancor più ambiziosa teologia della tecnica che molto rivelano, non solo  del mondo attuale, ma soprattutto ‒ in ciò che sottintendono e in ciò che tacciono ‒, della tecnologia stessa, del suo significato e della sua mitologia, e esplicitano l’ideologia dominante del Post-Umanesimo.

A nostro avviso,  il lessico cristiano di Thiel costituisce il tentativo di coprire con parole antiche  e per alcuni rassicuranti un racconto diverso e, anzi, antitetico al Cristianesimo tradizionale (quello, per intenderci,  di Paolo, Agostino, Tommaso, Pascal,  Berkeley e Leone XIII), per legittimare MAGA agli occhi del conservatorismo statunitense, e dargli una credibilità in tutto l’Occidente

Nel  suo recente articolo Voyages to the End of the World”  Thiel si chiede: “il Dio del Nuovo Testamento non è forse il primo fautore del progresso?”. Tesi che aveva avuto molti, e autorevoli, precursori, dai francescani di Oxford, a Bacone, ai Puritani secondo Max Weber, a Newton.L’idea baconiana di una società di filosofi naturali e inventori dedita all’estensione del potere umano (Bensalem, la Nuova Atlantide) era stata  il modello vero e proprio di Samuel Hartlib e di quanti altri, nel 1660, fondarono la Royal Society. Organizzazioni simili si sarebbero diffuse a macchia d’olio in tutto il continente e il pianeta. C’è una diversità di metodi e di mezzi, certo, ma gli obiettivi – il “superamento della pena del lavoro, che è il segno della situazione di caduta per la quale il cristianesimo portava la redenzione”, e poi ancora la “creazione della materia vivente”, la “conquista del cielo”, la sconfitta della morte e via dicendo – hanno, “anche nel sapore delle parole, un intenso fondo di religione”, come notava Sergio Quinzio. Tuttavia, laddove l’escatologia religiosa prometteva e basta, la tecnologia e la scienza promettono di realizzare, e intanto offrono concrete modifiche alla vita qui e ora. “Non è difficile capire perché venga meno la religione dove c’è la tecnica”, scriveva sempre Quinzio, giacché quest’ultima “della religione è l’ultima incarnazione”.

Del resto, anche la pretesa ateistica del comunismo era basata su questa divinizzazione della tecnica.

4.L’Occidente quale roccaforte della tecnica e del progresso

Oggi, la pretesa messianica del Comunismo viene ripresa dall’ Occidente, che si identifica sempre più con l’egemonia culturale marxista. Anche secondo Thiel, l’Occidente si fonda sulle due colonne portanti della scienza e della tecnica e, parimenti, sul loro presupposto: l’anelito giudaico-cristiano verso il progresso, il compimento, la pienezza, l’idea che la storia vada da qualche parte. In questo, l’ideologia laicistica occidentale è anch’essa una di quelle che Trockij considerava “religioni di origine ebraica”.

Secondo Thiel, di volta in volta,le ipostasi nate dallo svolgersi del Progetto della Modenità ( l’apparato, la burocrazia, il deep State, l’Unione Europea, la sinistra, le organizzazioni sovranazionali, la socialdemocrazia), tentano incessantemente di ostacolare la via del progresso, perché sono cristallizzazioni di specifiche fasi storiche. Ma è soprattutto la politica stessa, con i suoi riti e le sue procedure, così come è stata dal secondo dopoguerra la sovranità politica, specialmente (ma non esclusivamente) di stampo democratico e liberale.  Ed è questo, oggi, secondo Thiel, Land, Yarvin e altri animatori del Tecno-fascismo, il principale freno e ostacolo alla salvezza insita nel progresso tecnologico e alla sua estensione su vasta scala (quella che Nolte chiamava “la Trascendenza Pratica”).Per questo  Elon Musk ha  equiparato l’Unione Europea – con le sue normative sul digitale, sui dati, sulla privacy, le sue tasse e le sue penali – al Quarto Reich, e ha auspicato che sparisca per sempre. In dicembre, Trump ha annunciato che firmerà un ordine esecutivo per impedire ai singoli Stati americani di introdurre regolamentazioni sull’intelligenza artificiale (IA).

Perciò, sempre secondo Thiel, l’”Anticristo”, che a nostro avviso risponde pienamente al comportamento di Trump (“ὁ ἀντικείμενος καὶ ὑπεραιρόμενος ἐπὶ πάντα λεγόμενον θεὸν ἢ σέβασμα, ὥστε αὐτὸν εἰς τὸν ναὸν τοῦ θεοῦ καθίσαι ἀποδεικνύντα ἑαυτὸν ὅτι ἔστιν θεός”) sarebbe, invece, l’insieme dei mondi politici e sociali che si oppongono allo strapotere dei GAFAM. Non è casuale che le dimensioni ‘libere’ verso cui Thiel suggerisce di ripiegare nella sua grande fuga dalla politica siano ambienti tecnologici: il digitale, lo spazio extraterrestre e la colonizzazione degli oceani (seasteading). In confronto a questi spazi estranei alla sovranità politica, il sistema di pesi e contrappesi, di controlli e di misure degli Stati moderni, e ancor di più delle organizzazioni internazionali e sovranazionali, impedisce l’ascesa di “un nuovo Alessandro […] per recidere il nodo di Gordio della nostra epoca”, come già lamentava Thiel in “The Straussian Moment”, scritto all’alba del nuovo millennio. E altrove aggiunge, con lo stesso assolutismo: “Il destino del nostro mondo potrebbe dipendere dagli sforzi di una sola persona che crea o diffonde la macchina della libertà per rendere il mondo un posto sicuro per il capitalismo”. Quella “serrata” intorno alla Tecnologia di cui Morozov vede da tempo le avvisaglie e che oggi si concreta nella preparazione della guerra contro la Cina.

5.Il Tecno-Fascismo quale ennesima reincarnazione dell’ Egemonia Culturale Marxista

Quest’ansia di costruire un mondo nuovo basato sulla scienza e sulla tecnica era presente anche nel marxismo, con cui il Tecno-Fascismo mostra una singolare affinità.Nei Grundrisse, Marx descriveva il passaggio da un mondo antico dove vige l’invalicabile “limite sacro” a un mondo dove ci sono soltanto barriere da superare. E la forza che più di tutte abbatte i muri è il capitale, scrive Marx. Superare il capitalismo non significa dunque rinunciare allo sviluppo, che, anzi, deve diventare finalmente illimitato.. In Marx (ma frasi identiche, solo intese dal punto di vista della macchina e quindi in senso antiumano, costellano gli scritti degli “accelerazionisti” odierni) è “il pieno sviluppo del dominio dell’uomo sulle forze della natura,  comprese quelle della propria natura. Quindi, la cancellazione dell’ “Uomo Naturale”, quale lo abbiamo conosciuto a partire dall’ Epoca Assiale, a favore del “Phylum Macchinico”.

Bisogna accelerare e superare i pesi morti del presente per sgomberare il campo al vero progresso, che è tecnologico e nulla ha a che fare con il cosiddetto progressismo (un  usurped enlightenment – un parassita del vero sviluppo, una promessa distorta, non mantenuta). Sul senso  di questa storia progressiva,  i tecno-fascisti sono tutti in perfetto accordo: sciogliere i lacci che trattengono la macchina, compreso quello costituito dall’essere umano.

6.Il manifesto di Karp

Per tutti questi motivi, il libro di Karp è un vero manifesto, che richiama gli USA e l’ Occidente a una vera mobilitazione teologica, culturale, sociale, politica, economica e militare per vincere la guerra contro la Cina, reprimendo le tendenze centrifughe che possono indebolire la forza d’urto degli Stati Uniti.

Al centro c’è l’idea che la Silicon Valley abbia un “dovere morale” verso lo Stato che ne ha reso possibile la crescita, con un coinvolgimento diretto anche nella difesa nazionale.Il manifesto si apre, al punto 1, con una chiamata alle armi indirizzata ai CEO tech: “La Silicon Valley ha un debito morale verso il Paese che ha reso possibile la sua ascesa. L’élite ingegneristica della Silicon Valley ha l’obbligo affermativo di partecipare alla difesa della nazione”.Non per nulla, Trump ha insignito alcuni CEO del grado di “generale”, realizzando così in USA quella stessa “unuione del civile e del militare” che era stata inaugurata dalla Cina.

Il nucleo centrale del manifesto di Palantir si fonda sulla fine dell’era della deterrenza atomica. Secondo la visione dell’azienda, e del suo co-fondatore, l’equilibrio mondiale non è più garantito solo dalle testate nucleari, ma dalla qualità degli algoritmi capaci di guidare sistemi d’arma autonomi.Karp sostiene che il software sia diventato il fattore decisivo nei conflitti moderni e che l’Occidente debba accelerare lo sviluppo di armi basate sull’intelligenza artificiale per mantenere un vantaggio strategico sui propri avversari:“La questione non è se le armi con IA verranno costruite – si afferma al punto 5 – è chi le costruirà e per quale scopo. I nostri avversari non si fermeranno per indulgere in dibattiti teatrali sui meriti dello sviluppo di tecnologie con applicazioni critiche militari e di sicurezza nazionale. Procederanno”.

La parte finale del manifesto sposta il bersaglio dall’esterno all’interno, attaccando quella che Karp chiama la cultura dell’inclusività:“Alcune culture hanno prodotto progressi vitali; altre restano disfunzionali e regressive. Tutte le culture sono ora uguali – lamenta Palantir al punto 21 -. La critica e i giudizi di valore sono vietati. Eppure questo nuovo dogma glissa sul fatto che certe culture e certe subculture hanno prodotto meraviglie. Altre si sono rivelate mediocri, e peggio ancora, regressive e dannose”.

Palantir non si considera un semplice fornitore di software, ma un attore politico integrato nella missione dello Stato.

Karp esorta i leader tecnologici a giurare fedeltà alle istituzioni democratiche e a orientare i propri profitti verso il rafforzamento della potenza nazionale.

7.L’Occidente, un equivoco secolare

Contro lo spirito del capitalismo che nasce dall’ etica protestante(Weber)si era agitato da sempre il mito della salvezza dell’Europa per mano della Russia: dalla lettera di Teofane di Pskov, al mercante e lobbista  Bandeiras alla corte dello Zar, all’ “Arca Russa” di Tiutchev che salvaguarda la cultura europea, alla commemorazione di Pushkin da parte di Dostojevskij, agli “Sciti” di Blok.

Anche Thiel, sulla scorta di Solov’ëv, percepisce la contraddizione fra il materialismo ateo e l’ottimismo nel progresso, ed  accusa il progetto della modernità di essersi concentrato su una serie di conquiste politiche e sociali che non solo l’avrebbero distolta dai suoi obiettivi originari, ma avrebbero trasformato l’essere umano in mero homo oeconomicus secolarizzato, senza risposte alle grandi domande che lo riguardano. La religione, come superna macchina della speranza e repositorio di grandiose storie di salvezza, gli sembra un’alleata naturale, se interpretata in senso progressista: “Se il Nuovo Testamento ha superato il Vecchio in virtù della propria novità, e se la rivelazione non si è conclusa”, prosegue, “i cristiani non dovrebbero, più di chiunque altro, essere aperti alla possibilità che ‘la conoscenza sarà accresciuta’ (Daniele 12, 4) anche nella sfera profana della scienza baconiana?”

E’ in fondo l’idea di Bacone (Bensalem), Newton (il Grande Libro della Natura), di Comenio (la Pandofia), di Fiodorov (l’Opera Comune), di Trockij (il Comunismo come religione derivata dall’ Ebraismo), dei Bogostroiteli (i “Costruttori di Dio”), di Tsiolkowski (la conquista dello spazio) e di Gagarin: la società interstellare quale inveramento (e al contempo falsificazione) del “Regno dei Cieli”. Per questo già Gagarin, dallo spazio, proclamava “Boga Niet” (“Dio non c’è”).

Come aveva teorizzato l’apocalittico Newton, la missione data all’ uomo da Dio è quella di “leggere nel gran libro della Natura,  in modo da raggiungere, come scriveva Teilhard de Cardin, il “Punto Omega”(una  Parusia tecnologica). Anche per Thiel, la tecnologia è insieme l’attore principale e anche il fine della Storia; è simile a un virus: ha bisogno di un ospite (l’Uomo)per riprodursi ed espandersi. È “il phylum macchinico” di Manuel De Landa, che si espande grazie alla guerra, fino a sostituire l’ Umanità.Ecco la funzionalità della Guerra alla nuova religione, l’adorazione attiva delle Macchine Intelligenti.

Secondo la IIa Lettera di  Paolo ai Tessalonicesi,dopo  il katéchon dovrà venir l’”uomo dell’anomia”che si può identificare con l’Anticristo, “colui che si contrappone e s’innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio”, come si legge nell’epistola citata. Come non pensare ai post di Trump realizzati con l’ Intelligenza Artificiale?. E – dicono le Scritture – saprà ingannare anche gli eletti. Solov’ëv, nei dialoghi già evocati, coglie pienamente quest’aspetto fondamentale dell’Anticristo: egli non si presenta come una forza del male, bensì come il paladino del bene. Come Gesù, meglio di Gesù L’Anticristo non è una forza negatrice, ma sostitutiva (al posto di Cristo,“antì tu Christù”.). È una storia oscura, ma necessaria nel piano di salvezza, perché sarà solo dopo la caduta dei veli che celano l’Avversario, che questi verrà spazzato via dal soffio del Cristo.

L’autorappresentazione che Trump sta dando di sé nei post creati con l’Intelligenza Artificiale corrisponde perfettamente alla descrizione dell’ Anticristo quale appare nella IIa Lettera ai Tessalonicesi e nel Racconto dell’ Anticristo di Soloviov.

Anche la mitica Bensalem della Nuova Atlantide di Bacone (che si troverebbe al largo delle coste americane e ricorda le  repubbliche tecnocratiche galleggianti di Larry Page e di Thiel) era precisamente il regno dell’Anticristo, rappresentato, nel prometeismo baconiano, come la vittoria della conoscenza sull’ignoranza, della luce sulle tenebre, del futuro sul passato, dunque come il vero paradiso e non un suo surrogato. Il carattere anticristico di Bensalem non è affatto stato smentito o ritrattato da Thiel. Non c’è invece nel Nuovo Testamento alcun aut-aut  fra Katéchon, Anticristo, Armageddon: ogni passaggio appare invece necessario nel dipanarsi dei tempi della fine. Thiel ha faziosamente invertito i ruoli, con l’intento fraudolento per far passare come avversario assoluto e trascendente quello che è solo il nemico contingente dei GAFAM, e come Salvatore il leader che vuole comandare al mondo intero attraverso questi ultimi. Non per nulla, nelle Ahadith, l’Anticristo è chiamato “Al-Mashiah ad-Dajjal”, “Il  Messia Mentitore”.

C’è dunque qualcosa che non convince nel tentativo di Thiel di presentare invece, come ha fatto nelle sue conferenze romane,  l’Anticristo come la pretesa governance mondiale ecologica e  anti-GAFAM, incarnata nel pacchetto europeo sul digitale, che offre pace e sicurezza a scapito della corsa verso l’avvenire, e come Salvatore addirittura Trump, che ha vietato, con un “Executive Order”, agli Stati americani, di imitare la legislazione europea..

Viene il sospetto cheThiel, come Bacone, abbia voluto imbastire strumentalmente una messa in scena cristiana per cementare l’alleanza strumentale con il mondo statunitense conservatore e millenarista, che per altro pare si stia sfaldando dopo gli attacchi troppo sfrontati a un Sommo Pontefice che non sarebbe poi neanche così ostile alla teologia MAGA.

Ciò che Thiel teme sembrerebbe essere l’eventualità di un’alleanza sovranazionale che sorga per porre limiti allo sviluppo tecnologico, come ventilato nelle proposte di Kissinger e di Xi Jinping di una regolamentazione internazionale dell’ Intelligenza Artificiale, che spezzerebbe l’attuale dominio extraterritoriale dei GAFAM, in modo parallelo a quanto fatto in Cina con Jack Ma, e impedirebbe la nascita dell’agognato impero mondiale di Trump.

7. “Europe Bashing” e tutela americana sulla Chiesa di Roma.

Quanto sopra spiega bene l’avversione del mondo MAGA verso l’Europa (ereditata dai “teocon”), e costituisce una premessa indispensabile per riprogettare il nostro futuro.

Le esternazioni  dei vertici americani non si contano oramai più. Nello stesso modo, l’Amministrazione Trump colpisce direttamente e incessantemente gl’ interessi europei. Anche gli attacchi e le manovre contro il Papa si possono fare rientrare in quell’ “Europe Bashing”. Infatti, i Cattolici europei erano stati designati tradizionalmente come “papisti”, anche perché il Papa, qualunque sia la sua nazionalità, è innanzitutto il Vescovo di Roma. Come confessato dallo stesso Trump, l’elezione di un Papa americano avrebbe dovuto rappresentare una manovra di lungo periodo per porre il Vaticano sotto il controllo dell’America.Perciò, l’elezione del cardinale Prevost, e il suo atteggiamento indipendente, costituiscono una delusione per Trump, il cui desiderio resta che il Papa americano si limiti a un ruolo di cappellano moraleggiante dell’ America-Mondo, senza la pretesa d’ incidere, non diciamo sulla politica mondiale, ma nemmeno sui grandi dibattiti teologici, che, nell’ ideologia MAGA, dovrebbero essere monopolio dei vertici politici, così come lo erano dei re al tempo delle Guerre di Religione, perché incidono profondamente sulla natura stessa dell’America-Mondo, fondata sull’ egemonia del mondo giudaico-cristiano (“white privilege”).

In effetti, la Dichiarazione d’ Indipendenza era stato un attacco al Re d’Inghilterra per avere favorito, rispetto ai coloni,  i nativi americani e i Canadesi cattolici; Lincoln si era insediato a Parigi per preparare la Rivoluzione Francese; Monroe aveva promulgato la sua Dottrina contro le potenze europee; Emerson e Whitman avevano dato una base filosofica e teologica  alla volontà americana di imporre i propri valori all’ Europa, e il Congresso aveva rifiutato l’adesione degli USA alla Società delle Nazioni, creata dagli stessi Stati Uniti. I finanzieri e gl’industriali americani avevano sostenuto Hitler e Stalin, affermando che così l’America avrebbe vinto in qualunque caso; gli USA orchestrarono la distruzione della Divisione Elettronica della Olivetti perché era avanti rispetto ai concorrenti americani; Biden  esasperò la conflittualità con la Russia e i 18 pacchetti di sanzioni,  e promosse l’attentato al North Stream, rendendoci tributari del suo Gas Liquefatto; Trump ci ha colpiti con i suoi dazi  e ora pretenderebbe che le nuove spese imposteci per la difesa siano fatte in USA, senz’alcuna “preferenza europea”.

E, dopo tutto ciò, dopo avere scatenato la guerra senza neppure consultarci,  ci è stato chiesto perfino, di poter usare, contro il trattato NATO, le basi per operazioni belliche contro l’Iran, cosa che ci avrebbe resi obiettivi legittimi dei missili iraniani. E’stata, fortunatamente, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, e così  l’Italia è giunta a negare agli USA l’uso di Sigonella, e Trump alla “scomunica” di Giorgia Meloni.

Ora ci si dice che siamo divenuti dei nemici, e ci si promettono sanzioni. Dopo tutto ciò, i continui insulti e minacce appaiono come un semplice gioco retorico, che serve a mascherare i danni reali che ci vengono inflitti ogni giorno, senza mai un’adeguata reazione da parte nostra.

Però, anche le parole hanno un peso, in particolare per comprendere la ragione di questi attacchi, e per poterci difendere adeguatamente. L’idea di un centro culturale e spirituale americano, distinto e contrapposto all’ Europa, era nato con il “Puritanesimo radicale”, e, in particolare, con la “Congregazione di Scrooby”, una minuscola setta dissidente dagli stessi Puritani  inglesi (“the Dissidence of Dissent”, per dirla con Huntington).Questa aveva addirittura rifiutato le terre loro assegnate in America dal re d’Inghilterra, timorosa per la propria indipendenza. Dopo di che, i coloni avevano scritto, nella Dichiarazione d’Indipendenza di non condividere la tolleranza inglese verso indigeni e cattolici, e vi lasciavano trapelare anche la continuazione della schiavitù, bandita dai tribunali inglesi. La “democrazia” americana è una “Herrenvolk-Democracy”, un’eguaglianza rafforzata fra i WASP per garantire loro la supremazia sui “Non-Whites”.

Le svariate leggi razziste americane post Guerra Civile erano state fonte d’ispirazione per le leggi razziali tedesche, al punto che, nel 1935, una folta delegazione dell’Associazione Giuridica Tedesca, a bordo del transatlantico SS-Europa, aveva compiuto un viaggio di studio in USA per documentarsi, essendo ricevuta e supportata dalle associazioni giuridiche americane.

Nel Dopoguerra, l’America fece di tutto per rendere impossibile qualunque forma di indipendenza in Europa, dalla cultura (vedi Espressionismo Astratto), al diritto (vedi i Trattati di Roma scritti dallo studio Alen  Overy), all’acquisto forzato della Divisione Elettronica dell’ Olivetti, alla rottura imposta all’ Italia degli accordi già firmati della Via della Seta.

8. BigTech USA può “spegnere” i servizi tecnologici in Europa.

Purtroppo, oggi, l’Europa è completamente prigioniera delle Big Tech americane. Esiste un “interruttore di spegnimento”, un cosiddetto “kill switch” digitale a disposizione degli Stati Uniti, che potrebbe di colpo interrompere i servizi tecnologici europei. Secondo una analisi del think tank FOTI, Future of Technology Institute (che ha sede a Bruxelles) dal titolo “Cloud Defense: An Exposed European flank” oggi le aziende statunitensi detengono circa l’80% del mercato cloud europeo. “Mentre l’Europa si muove per rafforzare la propria difesa interna di fronte a una gamma crescente di minacce – si legge nel rapporto – Una delle principali vulnerabilità oggi è il cloud computing, che alimenta sistemi vitali per le forze armateeuropee, dalle armi alla logistica fino alla gestione del personale”.

Le reali dimensioni della dipendenza europea restano però in gran parte invisibili perché molti contratti sono classificati. Eppure i dati pubblici mostrano già rischi elevati: “Oltre tre quarti degli Stati europei dipendono dalle grandi aziende tecnologiche statunitensi per funzioni critiche di sicurezza nazionale – si legge – : i sistemi in 23 dei 28 Paesi analizzati sembrano fare affidamento su tecnologia statunitense”: “Le aziende statunitensi detengono, secondo le stime, circa l’80% del mercato cloud europeo”. Parallelamente, “il governo degli Stati Uniti ha perseguito aggressivamente l’accesso ai dati degli utenti considerati avversari… Questo alimenta le ben note preoccupazioni europee riguardo al CLOUD Act”.

Il rapporto elabora un parallelismo con quanto è successo lo scorso anno alla Corte Penale Internazionale: Nicolas Guillou, giudice francese della CPI, è stato uno dei sei giudici e tre procuratori sanzionati dall’amministrazione Trump per aver autorizzato mandati di arresto contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. “Ai sensi della legge statunitense – spiega FOTI – persone o aziende americane, comprese le loro filiali all’estero, non possono fornire servizi a individui sanzionati. Questo ha incluso la cancellazione di prenotazioni di viaggio da parte di Expedia, costringendolo a chiamare gli hotel e pagare in contanti, e l’impossibilità di utilizzare il treno nella sua città”. Le stesse sanzioni avrebbero portato Microsoft a disattivare l’email del procuratore capo della CPI Karim Khan. Microsoft ha successivamente contestato la propria responsabilità per gli eventi senza spiegare nel dettaglio cosa fosse accaduto. O ancora, il caso Ucraina durante i negoziati per i minerali critici.

In Europa 16 ministeri o agenzie della difesa sono classificati ad alto rischio. Anche i sistemi “air-gapped”, teoricamente isolati, utilizzano tecnologia statunitense. “Necessitano di aggiornamenti regolari – spiega il rapporto – e dipendono dalla manutenzione del fornitore statunitense”. Se tale manutenzione venisse interrotta la loro affidabilità e la loro sicurezza sarebbero compromesse”. I

L’unico Stato membro realmente autonomo è l’Austria (guarda caso un Paese la cui neutralità è imposta da un trattato internazionale di cui è parte anche la Russia), che ha avviato una transizione completa verso soluzioni open source come NextCloud e LibreOffice, abbandonando le Big Tech. Un esempio che mostra come la sovranità digitale sia possibile, ma richieda scelte politiche e investimenti strutturali.

9.I Zhongguo Heping Fazhan (“la crescita pacifica della Cina”)

Pretendere che oggi non vi siano guerre di religione sarebbe dunque il colmo dell’ irrealismo. E’ invece possibile adoperarsi perché la morsa del progetto tecnolatrico  di distruzione dell’Umano venga frenata (ancora il Katekhon). Oggi, questo Katekhon è incarnato nelle culture dell’ Oriente, che, pur consapevoli della finitezza umana e della pressione irresistibile della Volontà di Potenza, hanno tentato da sempre di porre freno all’entropia generalizzata, attraverso concezioni equilibrate della storia e della società. Fra queste, il carattere ciclico della cosmogonia indiana e l’assenza del futuro nel Cinese classico, che fa della Grande Armonia (Datong) un ineale normativo, a cui tendere asintoticamente, anziché una tappa finale della Storia.

Ne deriva anche una concezione equilibrata del conflitto, visto in generale come un gioco ritualizzato (le arti marziali), e anche della stessa guerra, che, secondo SunZu, mira a “conquistare il mondo senza uccidere nessuno”. Strumenti fondamentali: la preparazione bellica attraverso esercizi simili all’ascetismo (il Tai Chi Quan), la deterrenza e gli “stratagemmi”.

Quanto al primo punto, è noto come, in Oriente, vi sia l’uso generalizzato e quotidiano di esercizi ginnici. Quanto al secondo, è noto l’apologo del filosofo MoZi, capitano di ventura che, difensore di una città, convinse il condottiero assediante a togliere l’assedio semplicemente descrivendo la logica impeccabile delle difese predisposte. Quanto al terzo punto, è noto come l’Arte della Guerra consista on gran parte nell’ insegnamento dei cosiddetti “stratagemmi”.

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