ES PATRIDA GAIAN

Lingue e identità fra Europa e Asia

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In un’era in cui, con il pretesto dell’economia e del pragmatismo, si cerca di sostituire le nostre radici culturali con un mondo artefatto di origine americana (basti pensare all’insistenza sull’ Inglese perfino dopo Brexit), è importante riaffermare l’importanza fondativa delle lingue e letterature classiche, non soltanto europee, ma mondiali, che, sole, possono trasmettere lo spirito autentico delle grandi civiltà dell’ Epoca Assiale, le quali a loro volta costituiscono la base culturale degli attuali “Stati Civiltà”, e, di conseguenza, del panorama geopolitico del XXI Secolo.

E’ singolare come, nelle società dell’ Epoca Assiale, fosse centrale il ruolo della filologia. La classe dirigente cinese era costituita dai “Ru” (i “letterati”), esperti di Cinese Classico e di classici confuciani; quella indiana, dai Bramini, dei sacerdoti cultori dei libri sacri; quella ebraica, dei rabbini, esegeti della Torah e del Talmud, scritti in antiche lingue semitiche; quella islamica, dagli Ulama’, i sapienti di scienze coraniche; quella europea, dai Chierici, che, dopo avere studiato le arti del trivio e del quadrivio in università di lingua latina, gestivano un patrimonio intellettuale completamente circoscritto da una vasta tradizione di opere in Latino, o tradotte in Latino.

Secondo Illich-Svitych, la lingua è la chiave per la lettura della storia, per la salvaguardia delle tradizioni, per l’apertura di conoscenze segrete…

In effetti, è impossibile comprendere veramente le religioni abramitiche senza avere delle basi di sumerico, egizio, accadico, ebraico, avestico, aramaico, Greco, Latino…., né l’Islam senza quelle di Arabo, né le “religioni cinesi” senza lo studio del Cinese e della sua storia, né di quelle indiche senza conoscere il Sanscrito, il Pali, il Persiano e l’Hindustani.

La scuola linguistica russa, di cui illich Svitych è stato il più brillante esponente, ha scoperto che le lingue si evolvono non solo per gemmazione, ma anche per ibridazione. Tutte le lingue sono dunque strettamente imparentate, e, attraverso le lingue, anche le civiltà. Né la “Belt and Road Initiative”, né l’integrazione europea, possono realizzarsi in concreto senza uno sforzo pesante di studio delle lingue, uno sforzo che porterà inevitabilmente alla rivalutazione del ceto dei “letterati”. Questo sforzo non è in contrasto con l’esigenza di una crescente formazione tecnologica, bensì si integra perfettamente con quest’ultima, nello stesso modo in cui Averroè e Maimonide, Avicenna e Galilei, Matteo Ricci e Leibniz, erano, nel contempo, grandi filosofi e scienziati.D’altronde, l’informatica è una scienza Αρχαϊκή Λυρική Ποίηση (greek-language.gr)

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