“100 DOMANDE SULL’EUROPA”
Come tutti gli anni, l’ Associazione Diàlexis è presente al Salone del Libro, con i suoi partner consueti, CNA, Movimento Europeo, Rinascimento Europeo e molti altri, con i suoi prodotti sull’ Europa.
Quest’anno, presentiamo non un libro, bensì un prodotto multimediale, la piattaforma sperimentale “100 domande sull’ Europa”, che stiamo sviluppando su suggerimento del Movimento Europeo come possibile base per un dibattito sull’ Europa.
Facciamo ciò, un po’ temerariamente, per dare un seguito all’esperienza della Conferenza sul Futuro dell’ Europa, non del tutto riuscita e certamente prematura, visto il successivo drammatico mutamento del clima internazionale, che suggerisce ora drastici cambiamenti di rotta.
I principi a cui ci siamo ispirati sono i seguenti:
-indipendenza dai poteri pubblici e dalla politica;
-uso dell’ Intelligenza Artificiale per funzioni di orientamento e redazionali, in modo da sfuggire alle rigidità di sistema;
-multilinguismo a tutti i livelli;
-coinvolgimento dei cittadini e della società civile.
Come in passato, abbiamo ritenuto di abbinare una presentazione più snella, lunedì 18 maggio alle ore 17,30, all’ interno del Salone, con un convegno più approfondito il 19 maggio alla stessa ora, all’ esterno della manifestazione, nella collaudata cornice del Centro Studi San Carlo.
Obiettivo: illustrare contesto, stato di avanzamento, obiettivi e passi ulteriori del progetto.
Costituiscono oramai quasi un luogo comune:
-che le trasformazioni in corso sul piano mondiale comportino rischi esistenziali per l’ Umanità;
-che l’Europa dovrebbe fare di più, tanto come contributo alla soluzione dei problemi mondiali, quanto per la difesa dei suoi specifici interessi e valori;
-che l’Europa dovrebbe trasformarsi radicalmente, per avere più peso nelle grandi scelte;
-che le linee direttrici di questa trasformazione non possono e non debbono essere imposte dall’ alto, dalle Grandi Potenze o dalle multinazionali.
Come dimostrato dalla Conferenza sul Futuro dell’ Europa,, una struttura perversa dei canali di generazione e formazione del consenso non ha finora permesso la nascita di idee direttrici convincenti, intorno a cui incanalare il dibattito.
Giacché le questioni oggi in gioco, quali la fine dell’ Umano, hanno un carattere decisivo più che mai prima nella storia, non ci è lecito gettare la spugna, rinunziando a tentare di formare un pensiero condiviso e una linea di azione per l’ Europa.
La facilità offerta dalla tecnologia per una comunicazione agevole, nello spazio e nel tempo, ci incoraggia a sperare che, come è accaduto per esempio in America, sia possibile l’emersione di nuovi, originali, punti di vista, sui quali possiamo non essere d’accordo, ma che almeno strutturino il dibattito.
Nel convegno richiameremo, a tal fine, le esperienze in corso altrove nel mondo, e in particolare nei Paesi in cui attualmente è più accanita la ricerca di soluzioni (anche se queste non vengono per ora trovate): gli USA e la Cina.
Nei prossimi giorni Vi invieremo le informazioni più dettagliate per partecipare.